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 riceviamo e pubblichiamo

“Chiudiamola qua!”

 

In barba alle preoccupanti previsioni meteorologiche, ieri mattina, 18 marzo, Piazza Garibaldi, a Taranto, è stata baciata dal sole.L’evento “Chiudiamola qua!”, organizzato dai Genitori tarantini e sostenuto dall’adesione di una quarantina tra gruppi ed associazioni, ha visto la partecipazione di un buon numero di cittadini. Sicuramente un numero più nutrito di persone avrebbe meglio rappresentato lo sforzo organizzativo profuso. Bisognerà continuare nell'opera di inclusione e coinvolgimento di tutti i soggetti del mondo associativo che sono impegnati in questa battaglia di riscatto e di tutela di diritti inalienabili e fondamentali. Una prova di maggiore convergenza, di maggiore impegno al sostegno della causa comune, senza dubbio potrà irrobustire i rapporti coi cittadini che hanno necessità di riferimenti più coesi e meno disgregati. Ciò nonostante la manifestazione ha prodotto una importante energia positiva, palpabile durante questo evento, che ha rappresentato il migliore auspicio ed una responsabile occasione di riflessione per tutti. Dal palco, il messaggio dei Genitori tarantini è stato chiaro, senza possibilità di interpretazioni più o meno creative: con i suoi infiniti decreti legge, il Governo italiano ha calpestato troppi articoli della Costituzione italiana, della Carta europea dei Diritti fondamentali dell’Uomo e della Carta internazionale dei Diritti del Bambino, relegando l’intera provincia di Taranto al ruolo di possedimento dello Stato. Con la scusa di tutelare i posti di lavoro, in realtà ha solo tutelato gli interessi degli inquinatori (una cosa che già un cospicuo numero di lavoratori dell’Ilva ha capito e contro la quale lotta). In più, come se non bastasse, con il suo agire, il Governo ha impedito e ancora impedisce ai tarantini di parlare della sublime bellezza del territorio, negando di fatto lo sviluppo del turismo. Per tutto questo e per un futuro compatibile con le peculiarità della provincia tarantina, quella fabbrica di morte, malattie e disoccupazione va chiusa, il terreno va bonificato a cura degli stessi lavoratori attualmente impegnati nella produzione e restituito alla provincia tarantina. Ogni giorno in più di produzione aumenterà di mesi le sofferenze di ambiente e popolazione. Durante l’evento, molti sono stati gli interventi di spicco: dal dottor Patrizio Mazza alla dottoressa Grazia Parisi, dal professor Marescotti a Delio Monaco dell’Isde di Massafra, al saluto portato dalla delegata del sindaco di Grottaglie e dall’Associazione Terra libera dai veleni, passando anche per Ciro Petrarulo dell’associazione Utòpia, Tiziana Magrì del Comitato Quartiere Tamburi, da venti anni tra le persone più impegnate del rione, le delegate di Taranto Lider e alcuni imprenditori che con le loro parole hanno voluto dimostrare che una svolta, a Taranto, non solo è possibile, ma già si sta verificando. Massimo Di Giuseppe (Vibrotek), Carmelo Fanizza (Jonian Dolphin), Massimo Nicolardi (Pulsano d’A mare), Giovanni Cianciaruso (Taranto in calessino), tra questi ultimi.Sempre dal palco, i versi appassionati della poetessa Anna Vozza, di Dino Maiano, Florenza Mongelli e Giuseppe D’Aloia.A fare da egregia cornice all’evento, le immagini fotografiche dei fondali dei mari di Taranto, a cura di Rossella Baldacconi e Giacinto Ribezzo. In più, l’esposizione di quadri e po esie di alcuni artisti tarantini di Taranto Poesia e di foto dell’Endas Taranto - fotografi per passione. Alcune di queste opere sono state vendute e il ricavato è stato donato ai Genitori tarantini come contributo per le spese, anche per le attività future. Un grazie per questo gesto di generosità ed insieme di ricono scimento dell’attività svolta sul territorio Decine di bambini hanno potuto dar sfogo alla propria creativit à grazie a colori, pennelli e fogli, sotto la supervisione di volontari, vivendo così una domenica diversa dalle altre. Lo stand più affollato è stato quello dedicato alla raccolta delle firme per una petizione da presentare al Sindaco e al Consiglio comunale di Taranto, con la quale si pretende di sapere se la salute dei cittadini viene tutelata e, in caso contrario, si pretende che le Istituzioni locali adottino tutti gli strumenti che la legge mette loro a disposizione affinché questa salute venga garantita, fino ad arrivare all’emissione di un’ordinanza di arresto degli impianti. Durante l’evento, sono state raccolte 478 firme di cittadini, grazie all’instancabile lavoro dei ragazzi di LiberiAmo Taranto. Chiudiamola qua! Adesso!

(foto di Mino Lo Re)

Queste le adesioni alla manifestazione:
LiberiAmo Taranto 
Hermes Academy Onlus
Strambopoli - Presidio Arcigay nella Provincia di Taranto
CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS
CasArcobaleno 
Centro di Ascolto LGBTIQ di Taranto e provincia 
LOA Libere Officine Artigiane 
Associazione Mitilicoltori
Pulsano D’A mare
ISDE Massafra
Ass. La Baracca- Compagnia teatrale Cesare Giulio Viola
Associazione Terra Libera dai Veleni
Peacelink 
AIL Taranto
Taranto in calessino
Il Cerchio Magico
WWF Taranto Onlus
Associazione UTOPIA
Taranto Lider
Verità’ per Taranto
Associazione Astra
Sud in movimento
Madre terra Massafra
Comitato Parco di Guerra - Massafra
Lu’ Lupranese 
Gruppo Fb “Anche questa è Taranto”
Plasticaqqua’
Dr. Agostino Di Ciaula ( ISDE Puglia)
Associazione Donna a Sud
Made in Taranto
Remedia malattie e disabilità ambientali
Associazione Progentes
Comitato Legamjonici
Gruppo #tarantovale
Jonio Jazz arte e cultura
Taranto Poesia
Comitato di quartiere Tamburi
Comitato art. 32 - Diritto alla salute
Associazione Mister Sorriso
ENDAS Taranto - Fotografi per passione
Gruppo fb “Sei di Taranto se...”

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