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Il Parlamento Europeo, in seduta Plenaria, approva una Risoluzione sulla lotta alla precarietà e all'abuso dei contratti a tempo determinato

 

In data 31 Maggio 2018 per la prima volta il Parlamento Europeo, in seduta Plenaria, approva una Risoluzione sulla lotta alla precarietà e all'abuso dei contratti a tempo determinato nel settore pubblico e privato. Tale giornata può, senza dubbio alcuno, essere definita epocale per i precari della Pubblica amministrazione in quanto tale storico risultato giunge a conclusione di un percorso avviato nel lontano 2013 per mezzo delle denunce sporte dai precari della ASL Taranto alla Commissione Europea e per mezzo delle ben dieci petizioni presentate dagli stessi innanzi al Parlamento Europeo. La proposta di Risoluzione, poi approvata nella seduta plenaria, è frutto dunque delle tenaci sollecitazione proveniente dai precari pubblici tarantini al Parlamento europeo, a seguito delle quali in prima battuta, il 22 marzo 2017 la delegazione italiana costituita dal sindacalista della FP CGIL Pierpaolo Volpe e dagli Avv.ti Vincenzo De Michele del Foro di Foggia, Sergio Galleano del Foro di Milano, Fernando Caracuta e Luca Bosco del Foro di Lecce è stata convocata in audizione pubblica in Commissione per le Petizioni del Parlamento UE nel simbolico edificio Altiero Spinelli. Successivamente, in data 22 novembre  2017, sempre presso la sede parlamentare di Bruxelles aveva luogo un Public Hearing sul tema della tutela dei diritti dei lavoratori in un'occupazione temporanea o precaria. In tale occasione la delegazione italiana sottoponeva nuovamente alle istituzioni europee le inadempienze del Governo Italiano rispetto agli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria in materia di contratti a termine Al termine del Public Hearing, la Commissione Petizioni, preso definitivamente atto  dell’utilizzo abusivo dei contratti a termine nel settore pubblico (fattispecie comune a diversi paesi europeii), ha ritenuto di sottoporre all’attenzione dell’intera assise parlamentare tale problematica. La Risoluzione approvata a Strasburgo lo scorso 31  maggio con 312 SI, 75 NO, e 155 astensioni, rappresenta come detto il completamento di tale faticoso percorso portato avanti con tenacia dai precari tarantini, dal sindacalista Volpe a da tutta la delegazione italiana. Tale importante risultato, inoltre, è indubbiamente da ascrivere al grande lavoro dei Parlamentari europei Laura Agea e Eleonora Evi e del Policy advisor del gruppo Efdd Carlo Diana, i quali hanno ottenuto, non senza le resistenze di altri gruppi parlamentari, la calendarizzazione di una Proposta di Risoluzione da parte del Parlamento europeo. Il Parlamento europeo nel il testo approvato, tra le altre cose, “ritiene che per lavoro precario si debba intendere un lavoro che deriva, tra l'altro, da un uso abusivo di contratti di lavoro temporanei in violazione delle norme internazionali in materia di condizioni di lavoro, dei diritti dei lavoratori e del diritto dell'UE; sottolinea che il lavoro precario implica un maggiore esposizione alla vulnerabilità socioeconomica, risorse insufficienti per una vita dignitosa e una protezione sociale inadeguata”. Al punto 22 della Risoluzione il Parlamento affronta e stigmatizza indirettamente il caso dei precari della ASL Taranto licenziati per aver osato ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’azienda sanitaria: “condanna il fatto che i lavoratori riconosciuti dalle competenti autorità giudiziarie come vittime di un utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato, in violazione della direttiva 1999/70/CE, sono stati licenziati; è fermamente convinto che, laddove abbiano avuto luogo gli abusi relativi a una successione di contratti a tempo determinato, sia possibile applicare una misura che offra garanzie efficaci ed equivalenti per la tutela dei lavoratori, al fine di sanzionare debitamente gli abusi ed eliminare le conseguenze della violazione del diritto dell'UE, nonché per salvaguardare la posizione occupazionale dei lavoratori interessati. L’Europarlamento riconosce, poi, nella conversione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, la misura sanzionatoria anti-abuso più forte (e adeguata) da adottare in tutte le legislazioni nazionali: “sottolinea che la conversione di un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato deve essere considerata come una misura volta a impedire e a sanzionare effettivamente l'abuso dei contratti a tempo determinato nel settore pubblico e privato, e deve essere inclusa in modo chiaro e coerente da tutti gli Stati membri nei rispettivi quadri giuridici pertinenti in materia di diritto del lavoro”. Il Parlamento UE, infine, con il testo della Risoluzione attacca duramente anche la Commissione europea per i ritardi accumulati nella definizione della procedure di infrazione sul precariato pubblico italiano (in tal modo viene dato seguito alla denuncia dei precari tarantini al Mediatore europeo contro la Commissione europea per la carente gestione della predetta procedura di infrazione). La Risoluzione è stata già trasmessa, a cura del Presidente del Parlamento al Consiglio europeo, alla Commissione europea e ai governi degli Stati membri. Il testo approvato condizionerà, quindi, tutte le politiche UE e degli Stati membri in tema di precarietà, lotta e prevenzione degli abusi.
Un risultato enorme che viene dalla Puglia, e nello specifico da Taranto passando per Bruxelles e Strasburgo.

 

Avv. Fernando Caracuta
Avv. Luca Bosco

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