-------Oggi è: --------

 riceviamo e pubblichiamo

Interrogazione su dichiarazioni ing. Valenzano su pm10

 

Il sottoscritto Giovanni LIVIANO D’ARCANGELO nella qualità di consigliere regionale;

Premesso che

-         come riportato dalla stampa, l’ing. Valenzano, nella sua qualità di direttore del dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione Puglia, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Ministro dell’ambiente Gianluca Galletti, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, all’Ispra, all’Arpa e per conoscenza al presidente Emiliano, alla Provincia e al Comune di Taranto, al Comune di Statte, all’Asl di taranto, all’Ares e al Procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capistro in risposta ad un  comunicato stampa datato 18/01 u.s.  in cui il Ministro Galletti ha comunicato i dati dell’aria di Taranto;

-         all’interno della lettera l’ing. Valenzano sostiene che i dati citati dal Ministro partono da un presupposto sbagliato: ovvero la qualità dell’aria nella città di Taranto sarebbe stata rilevata da centraline adatte al monitoraggio del traffico stradale e non alle emissioni industriali e dunque, i rilevamenti cosi’ operati “non possono rappresentare nulla in ordine alle immissioni in area ambiente di sostanze derivanti dalle attività industriali”

-         in particolare i dati suddetti sarebbero stati rilevati tramite centraline che “monitorano, a detta dell’ing. Valenzano, specifici parametri di traffico urbano quali ad esempio ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, ozono e pm 10, in quanto dotate di detta tipologia di sensori e non invece le immissioni in aria e nell’ambiente di sostanze derivanti dalle attività industriali”;

-         sempre all’interno della suddetta lettera  l’ing. Valenzano sostiene che “le soglie utilizzate dagli organi di controllo per giudicare la qualità dell’aria di Taranto  “non coincidono con quelle definite dall’Agenzia speciale dell’Onu per la salute (denominata Oms) quali soglie di sicurezza sanitaria, senza dimenticare che l’Ilva ha funzionato per anni con valori limiti di diossina fissati per legge dallo Stato a livelli 10.000 volte superiori alle soglie indicate dall’unione Europea per un’industria siderurgica moderna e degna di questo secolo”;

-         “a questo si aggiunge, sostiene ancora l’ing. Valenzano,  il fatto che il Pm 10 analizzato nell’area industriale del Comune di Taranto ha mostrato un impatto sanitario in termini di mortalità che è 2,2 volte superiore al Pm10 da traffico rilevato in altre città. Si ritiene che sulla base dei dati delle centraline da traffico non si possa affermare che la qualità dell’aria di Taranto sia nella norma (come affermato dal Ministro galletti), ma che quel dato afferma semplicemente che la misura del Pm10 da traffico risulti nella norma atteso che le centraline in questione non risultano installate nei punti massimi di ricaduta delle fonti emissive di natura industriale e che le stesse non sono dotate e attrezzate di idonea sensoristica per il controllo degli inquinanti specifici derivanti dalle attività produttive

Considerato che

-         il Sindaco di Taranto, in occasione del wind day,  nel mese di  ottobre 2017 aveva ordinato la chiusura delle scuole per tutelare la salute dei bambini, esposti nei giorni di vento alle pericolose polveri minerali che si sollevano dai parchi del siderurgico.

-         Il Sindaco di Taranto, con una nuova ordinanza, del 24/01 u.s, cambiando orientamento rispetto all’ordinanza di ottobre, ha disposto che, nei giorni di wind day, rimanendo le scuole aperte,  ogni qual volta gli anemometri dell'Ilva misureranno venti superiori ai sette metri al secondo, il siderurgico dovrà fermare ogni attività all'interno dei parchi minerali e non potrà utilizzare i nastri trasportatori;

-         in ogni caso  i WIND DAY sono fondati sul riscontro di maggiori concentrazioni di pm10  (polvere inalabili) nei giorni di vento forte da Nord – Nord ovest  rispetto agli altri giorni e al differenziale del Pm10 in aumento nei WD ai Tamburi rispetto ai valori di Pm10 nel resto della città,

-         Nel documento dell’ing. Valenzano del 24 gennaio u.s. si sollevano dubbi sulla qualità dei dati di Arpa. L’ing. Valenzano scrive in particolare:” Ferme restando le verifiche sulla bontà dei dati di qualità dell’aria di Arpa…a titolo di esempio (dell’assenza di qualità) si cita il fatto che a Talsano nel triennio 2012-2015 (zona piu’ lontana dall’Ilva) si siano osservati valori di benzo(a)pirene piu’ alti rispetto alle centraline site in via Alto Adige e (soprattutto) in via Machiavelli (via quest’ultima situata nel quartiere Tamburi)”.

     CHIEDE

-         Se il Pm10 misurato dalle centraline (come affermato dall’ing. Valenzano)  è solo quello del traffico, quando lei stima che la tossicità del pm10 dei Tamburi è 2,2 volte piu’ alta rispetto a quella del resto della città,  vuol dire che le polveri da traffico dei Tamburi sono 2,2 volte piu’ tossiche rispetto alle corrispondenti polveri da traffico del resto della città ?  E se cosi’ è perché ?

-         E’ noto che il benzo(a) pirene è il cancerogeno piu’ pericoloso emesso da Ilva. Ma se il Pm10 delle centraline è solo quello da traffico, dato che il benzo(a) pirene misurato non è quello totale ma quello contenuto nel Pm10, anche tutto il Benzo(a)pirene viene dal traffico ?;

-         Rispetto alla bontà dei dati forniti da Arpa: considerato che dai grafici di Arpa per mese si vede che ci sono dei mesi in c’è un picco a Talsano da attribuire presumibilmente a combustioni agricole, come puo’ l’ing. Valenzano escludere che la maggiore presenza di benzo(a)pirene nella frazione di talsano non sia da attribuire a combustioni agricole e al contrario affermare in maniera cosi’ netta che i dati forniti da Arpa sono sbagliati ?

-         Posto che i dati forniti da Arpa siano sbagliati, non si corre forse il rischio che, sbagliati per sbagliati, possano esere considerati tali anche i valori della centralina di via Machiavelli ante 2012 (quando i valori erano molto alti). Se cosi’ fosse, cioè se le centraline fossero oggettivamente considerate inaffidabili, non correrebbe forse una simil considerazione il rischio di essere deleteria nel processo Ilva (che si basa proprio sui dati delle centraline) ?

-         Dove, a parere dell’ing. Valenzano, dovrebbero essere inastallate le centraline ? Quali modalità tecniche dovrebbero detenere in luogo di quelle attualmente in uso ? Quali sono gli inquinanti che dovrebbero essere monitorati specificando quelli a monitoraggio continuo e quelli a campionamento ? Se le nuove indicazioni formulate circa le modalità di esercizio delle centraline debbano o meno sottostare a specifico provvedimento normativo da parte della Regione ? Quali indicazioni sono fornite circa il raccordo tra le centraline site all’interno del perimetro Ilva e quelle installate nella cintura urbana ? Qual e'  il rapporto, negli inqinanti rilevati nella forma attuale,  tra emilissioni di origine industriale, da traffico e da altre fonti ?

-          

L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti,

Dr. Gianni LIVIANO

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