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Presentato a Taranto il libro del prof. Luigi Viola Interpretazione della legge con modelli matematici"

Un algoritmo per rendere più equa e certa, la Giustizia

Presentato a Taranto il libro del prof. Luigi Viola

Interpretazione della legge con modelli matematici”, questo il titolo di una pubblicazione del professor Luigi Viola, presentato ieri (9 febbraio 2018) nella Scuola Forense di Taranto, su iniziativa della Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti. Davvero è possibile applicare una norma attraverso un algoritmo? Evidentemente sì, secondo quanto teorizzato dal professor Viola che abbiamo intervistato.

LuigiViola

Il prof. Luigi Viola

D.il nostro sistema giuridico prevede l’applicazione alla fattispecie concreta della norma generale e astratta; procedimento che richiede necessariamente una interpretazione. Può un modello matematico intervenire in questo processo?

R. La risposta è si; si possono applicare modelli per la ragione semplice che in realtà il diritto è costruito nel suo complesso come un modello matematico. O meglio, tutto l’ordinamento giuridico è un modello matematico. Basti pensare semplificativamente alla formula: se sussiste un fatto allora l’ordinamento reagisce. In seguito alla commissione di un fatto scatta una sanzione. Questo è già in sé un algoritmo, perché risponde alla logica se.... allora. Se pensiamo anche all’articolo tre della costituzione, che fissa il principio dell’uguaglianza, che vuol dire trattare in modo uguale situazioni giuridiche uguali, siamo in presenza esattamente di un principio matematico: 2 + 2 deve sempre fare quattro. Se cambiamo una delle variabili, 2 + 3 ad esempio, e quindi fissiamo una situazione diversa, anche il risultato, ovvero la sanzione, deve essere diversa.

D.sul piano pratico come si applica questo algoritmo?

Si applica una norma, l’articolo 12 delle preleggi, trasformandola in un algoritmo. Il vantaggio per il cittadino è enorme, perché ha la possibilità di sapere in anticipo come il giudicante potrebbe occuparsi di quel fatto, quindi come potrebbe decidere. Questo in concreto per il cittadino si traduce in maggiore certezza che vuol dire più libertà, perché se le regole, o meglio la loro applicazione, è più facilmente prevedibile, il cittadino è più libero, perché sa cosa vuol fare, sa cosa può fare e cosa non può fare. Ma c’è di più; lavorando sull’algoritmo in fase di formazione delle leggi si potrebbe arrivare a produrre leggi molto più chiare idonee cioè ad evitare equivoci interpretativi, che viviamo tutti i giorni.

VIOLA COPERTINA LIBRO

D.quindi va modificato radicalmente il codice di procedura?

R. dal punto di vista del processo per l’avvocato si può tradurre nel senso di prevedere meglio le mosse processuali, perché prevedendo il risultato può scegliere le mosse più utili. Relativamente alle eventuali modifiche delle attuali regole del processo, si può sottoporre all’algoritmo gran parte delle norme e verificare quali siano gli equivoci interpretativi, che possono essere risolti a monte. In altri termini dobbiamo cercare di costruire un processo che sia il tempio della razionalità e non il tempio del caos.

D.L' algoritmo è un insieme in sequenza di comandi, c’è il rischio di passare da un sistema troppo elastico ad uno eccessivamente rigido?

R.La risposta a questa apparente contraddizione sta nel fatto che le variabili dell’algoritmo vengono sempre inserite o dal giudicante o dall’avvocato, comunque da un tecnico. Se è il giurista ad inserire le variabili è chiaro che c’è un aspetto umano che viene rispettato.

D.il nostro ordinamento giuridico ha previsto tre gradi di giudizio di cui due di merito, cosa cambia con l' algoritmo?

R.Restano sempre tre gradi di giudizio; si riduce il contenzioso, perché tanto più l’esito è prevedibile, tanto più la gente potrà trovare un accordo ragionevole. È chiaro che se da un lato avrà una possibile sentenza, l’accordo eventuale transattivo si muoverà all’interno della perimetrazione della possibile sentenza. Quindi vuol dire ridurre il contenzioso con il grande vantaggio di permettere al giudice di lavorare su poche questioni non risolvibili con l' algoritmo; penso ad esempio al diritto di famiglia.

sala

D.Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana che potrà incontrare sicuramente molte ostilità

R.Non c’è dubbio che vi siano correnti di pensiero ostili a questa novità, ma penso che sia un passaggio strumentalmente necessario per il progresso. Abbiamo la possibilità di razionalizzare un sistema e di ridare dignità ai cittadini e la possibilità di vivere meglio. Il processo deve essere una partita a scacchi dove non esiste l’elemento della aleatorietà, e non una partita a poker.

D.finora ha ricevuto sostegno per la sua proposta?

R.devo dire che ho trovato diversi appoggi di principio importanti, sia in buona parte della magistratura sia a livello istituzionale, mi riferisco al sottosegretario di Stato. E anche nell’Accademia, anche se per la verità l’Accademia complessivamente è più ostile perché vuole difendere una sorta di diritto creativo, che sotto un certo punto di vista permette l’evoluzione. Per me l’evoluzione va perimetrata nell’ambito di regole predeterminate. La giustizia predittiva è la possibilità di anticipare l’esito di un processo. Ciò avviene già in Francia e negli Stati Uniti dove si applica negli arbitrati nonché in campo penale nelle valutazioni in caso di recidiva.

 

Il seminario formativo sulla giustizia predittiva rientra nel calendario di iniziative della scuola forense di Taranto presieduta dall’avvocato Paola Donvito:

Donvito

L' avvocato Paola Donvito Presidente della Scuola Forense

il 29 gennaio scorso abbiamo avviato il nuovo anno delle attività di formazione della scuola forense, destinate ai laureati in giurisprudenza che si avviano all’attività forense. C’è già un decreto ministeriale che stabilisce la obbligatorietà della scuola forense, resta da definire la data della entrata in vigore. Le scuole forensi saranno quindi obbligatorie ai fini dell’accesso agli esami per l’abilitazione alla professione. Ogni anno ci proponiamo di migliorare la nostra offerta formativa e affiniamo le nostre tecniche didattiche. Tra l’altro da questo anno sono stati introdotti importanti cambiamenti in tema di esame, come ad esempio l’esclusione dei codici commentati. Sarà quindi molto importante svolgere bene la pratica. La scuola provvederà ad offrire ai ragazzi tutti gli strumenti utili per giungere preparati all’appuntamento con il concorso per diventare avvocati. Il nostro programma prevede varie materie tra cui riteniamo molto importante la deontologia. Privilegiamo gli aspetti pratici. Insieme alla formazione dei ragazzi la scuola forense si occupa anche di formazione continua degli avvocati che svolgiamo attraverso seminari tematici come quello programmato in tema di giustizia predittiva.

La presentazione del libro del professor Viola è stato organizzato dalla scuola di alta formazione e studi specializzati per professionisti, diretta dall’avvocato Domenica Leone, con il patrocinio dell’ordine degli avvocati di Taranto, presieduto dall’avvocato Vincenzo Di Maggio, dalla scuola forense e dall’ ADGI. Tra i relatori l’avvocato Veronica CASALNUOVO, Presidente Associazione Donne Giuriste Matera, l’avvocato Gaetano DANZI, presidente associazione culturale Ad Pythagorum, l’avvocato Alessandra D’ ANGELLA consigliere segretario Associazione Donne Giuriste Matera, la dottoressa Tiziana CARADONIO, magistrato, il dottor Salvatore COLELLA sostituto procuratore presso il tribunale di Matera, e la dottoressa Anna Maria FASANO consigliere della suprema Corte di Cassazione.

La scuola di Alta formazione e di studi specializzati per professionisti è formata da un gruppo di professionisti di ogni settore, Professori Universitari, Medici e Avvocati con sede a Taranto in Via Ciro Giovinazzi 74. Ha come scopo favorire l’aggregazione e la socializzazione di persone e la promozione su tutto il territorio nazionale. Promuove iniziative di studio, ricerca, documentazione e informazione sui percorsi formativi e di orientamento professionale in Italia ed in Europa. Attraverso la formazione propone occasioni di analisi e approfondimento personale, di incontro, scambio di idee e di esperienze con professionisti di tutta Italia.

DomenicaLeone

L'avv. Domenica Leone Direttore della Scuola di Alta Formazione

chi è il prof. Luigi VIOLA

Avvocato con Studio legale in Roma e Milano, Docente universitario di Diritto processuale civile, Docente in corsi di preparazione per la Magistratura Ordinaria, per l'Esame di Avvocato e presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione; Direttore scientifico della rivista La Nuova Procedura Civile e Direttore scientifico della Scuola di Diritto Avanzato. Già Direttore scientifico di Altalex Massimario. Autore di circa 200 contributi di rilevanza nazionale ed internazionale (tra trattati, manuali, monografie, saggi, articoli), pubblicati con le più note case editrici; ha scritto anche per Enciclopedia Giuridica Treccani. Nel 2015 è stato premiato, presso la Camera dei Deputati, per il suo impegno professionale.

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