
Intervento del segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina
“La Regione destina 53 mln di euro per rafforzare l’offerta universitaria del capoluogo jonico. Ma adesso è necessario acquisire la propria identitàE’ stato firmato qualche giorno fa il nuovo addendum, finalizzato al reclutamento di 53 nuove figure professionali (33 ricercatori, 6 professori di seconda fascia e 14 professori di prima fascia), da destinare al dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area Jonica dell’università degli Studi di Bari a Taranto. Si tratta di un’operazione finalizzata al potenziamento dello stesso corso di laurea, che potrà contare su un importante investimento da parte della Regione Puglia (circa 53mln di euro).
Insomma, un investimento che potrebbe garantire una didattica di eccellenza e che dovrebbe incrementare la ricerca scientifica con particolare attenzione alla medicina ambientale e sulle malattie causate da esposizioni a fattori inquinanti. Perché Taranto è una città dove notoriamente certe patologie sono fin troppo diffuse, anche a causa della grande industria. E noi siamo certamente soddisfatti dell’attenzione della Regione verso il territorio jonico e di questo risultato raggiunto.
Tuttavia, da tarantino, non posso dimenticare e non sottolineare che Taranto ha bisogno di riprendersi definitivamente dallo stato di agonia in cui versa. E per farlo ha bisogno di ritrovare la propria identità. Un’identità che certamente non potrà mai trovare se continuerà a rimanere nell’ombra di Bari.

Nella foto: il sindacalista Emiliano Messina
A questo proposito, ripenso alle parole del rettore dell’ateneo barese Ronzini, espresse proprio nel corso della presentazione del nuovo addendum per Taranto: “UniBa ha sempre scommesso su Taranto”. Invece, sono convinto che Taranto non ha bisogno che qualcun altro scommetta su di lei, perché dovrebbe essere Taranto a scommettere su sé stessa, contando sulle proprie risorse. Ergo, oggi Taranto ha bisogno più che mai della propria autonomia, anche in campo universitario con un proprio ateneo. E certamente questo è il periodo storico più favorevole per farlo, perché fra qualche anno Taranto potrà disporre di un ospedale nuovo. Ed è necessario che diventi sia un’attrattiva per i giovani medici, sia un riferimento per i pazienti“.







