
editoriale di Francesco Ruggieri
Soliti nomi, solite manovre eterodirette, qualche outsider per distrarre; Io C’Entro ago della bilancia?
Bitetti, Giorno, Viggiano, Di Gregorio, potrebbero lasciare il passo al sen. Turco; a destra in pole position c’è l’avv. Tacente, ma fuori dagli schemi in città si parla anche di Perrini. Mirco Di Bello (Adesso) candidato di un gruppo di movimenti civici.
“Tutto deve cambiare affinché niente cambi” è la morale che emerge dal famoso lavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo. Una morale che si adatta pienamente alle vicende politico elettorali che riguardano il capoluogo ionico; ciò stando ai movimenti a cui si assiste già dalle prime ore dopo la caduta di Melucci. L’unico cambiamento che Taranto può attendersi dalle prossime elezioni anticipate per il rinnovo del Consiglio comunale al momento è solo quello del primo cittadino. Per il resto assisteremo alle stesse liturgie, alle scelte eterodirette da Roma e/o da Bari, ai soliti nomi.
Non ci sarà nessun cambiamento salvo che non si verifichino due circostanze: a)il ritorno massiccio alle urne dei tarantini b)l’impegno di quella larga fascia della società composta da professionisti, manager, uomini di cultura, da tempo ritiratisi sull’ Aventino. Molto difficile soprattutto considerati i tempi ristrettissimi. Le truppe cammellate sono già pronte; la maggior parte dei consiglieri decaduti ha già avviato la campagna elettorale e nelle stanze dei bottoni si definiscono le strategie che, in particolare, in questa occasione si intrecciano con le prossine elezioni regionali.
Non è solo un problema di Taranto; negli ultimi decenni si è assistito ad una progressiva involuzione del sistema politico con una significativa perdita della rappresentanza popolare. E’ la distruzione scientificamente operata dei partiti, quegli enti intermedi fondamentali per una democrazia rappresentativa, ampiamente riconosciuti dalla nostra Costituzione, la principale causa del degrado, insieme ovviamente ad altri fattori che sono anche di natura culturale.
Oggi, dopo i partiti aziendali e quelli personali, affermatisi dopo lo tsunami provocato da Mani Pulite, siamo ormai nelle mani degli eletti, intesi come coloro che ottengono i maggiori consensi ( a prescindere dal come!). Paradossalmente il sindaco Melucci, indubbiamente un decisionista dal carattere ruvido, ha pagato il largo suffragio (oltre il 60%) con cui è stato rieletto. Tanti, troppi, impegni da mantenere con un’impressionate congerie di rapporti bilaterali con i singoli consiglieri che hanno condizionato inevitabilmente la vita amministrativa. Oggi quegli stessi consiglieri si ricandidano ed è difficile pensare che cambino modalità d’azione.
Veniamo a quanto al momento si profila come possibili scenari.
Centro Sinistra: sarà certamente Emiliano a dettare la linea e ha sicuramente già un ampio gruppo di possibili candidati su cui puntare: Piero Bitetti, Francesca Viggiano, Mattia Giorno, Vincenzo Di Gregorio, sono i nomi che cominciano a circolare. Nelle ultime ore sono spuntate due nuove ipotesi: una è quella di proporre come esponente del “campo largo” il vicepresidente nazionale del M5S il sen. Mario Turco; altra ipotesi quella del dott. Michele Conversano, già altre volte emerso come possibile candidato sindaco.
Più complessa la situazione nel Centro Destra: non ci sono ancora nomi certi in giro; sono state fatte riunioni ma non sembra ci siano ancora indicazioni. Qualche post social dell’ avv. Egidio Albanese lascerebbe ipotizzare una sua discesa in campo, ma nulla di concreto al momento. Pare anche che sia stata offerta la candidatura al presidente della Camera di Commercio Vincenzo Cesareo che avrebbe rinunciato per i suoi impegni imprenditoriali. In pole position, al momento, sembrerebbe esserci l’ avvocato Francesco (Checco) Tacente in funzione di un possibile accordo con parte del gruppo costituito da Costanzo Carrieri (consigliere politico di Melucci) denominato “Io C’Entro”; un movimento in cui sono confluiti praticamente tutti i fuoriusciti dai vari partiti e che hanno sostenuto il sindaco fino alla fine.
In questo gruppo compare anche Gianni Azzaro, vice sindaco che avrebbe tutte le carte in regola per aspirare alla carica di primo cittadino. Un pretendente potrebbe essere anche l’avvocato Cosimo Ciraci, anche se sembra che quest’ultimo sia più interessato alla regione. Inoltre nel movimento ci sono diverse anime con militanti in entrambe le aree del centro destra e centro sinistra. Si potrebbe quindi verificare una spaccatura netta. Si racconta anche che dietro ci sarebbe la regia di un noto esponente nazionale della Lega e di alcune vecchie glorie della politica tarantina. Le sorti di Io C’Entro si intrecciano quindi con quelle di entrambi gli schieramenti e l’area centrista potrebbe rappresentare l’ ago della bilancia.
Fuori dalle stanze in cui le varie segreterie discutono ci sono anche altre ipotesi. Una in particolare riguarda il consigliere regionale e capo gruppo di Fratelli d’Italia Renato Perrini. Una candidatura che nascerebbe al momento fuori da ogni schema di partito/coalizione ma sarebbe spinta da un ampio movimento popolare, e sostenuta in particolare da alcuni circoli di Fratelli d’Italia.
Un candidato sindaco che già diverso tempo fa ha manifestato la sua intenzione di candidarsi è Mirco Di Bello sostenuto da una coalizione civica che raggruppa più movimenti, una sorta di federazione che prende il nome di Adesso, presieduta da Simone Claveri. Non abbiamo al momento notizie sulle intenzioni di Gianni Liviano (Demos), così come non è del tutto chiara ancora la posizione di Massimiliano Stellato che tempo fa aveva avanzato la sua candidatura a sindaco. Nei giorni scorsi è stato infine siglato un patto federale tra Democrazia Cristiana, Puglia Popolare e Partito Liberale.
Che dire? comunque vada sarà sicuramente un insuccesso!
Parafrasando il prof. ing. Pinuccio Rondinelli (uno di quei professionisti che potrebbe scendere in campo): ragazzi NON andate via, restate e rivoluzionate questo mondo, tocca a voi non ad altri!






