
C’è chi parla di Taranto liberata, ma da chi e da cosa? E quali le alternative da elaborare in pochi mesi?
E’ arrivato il momento che chi ha competenze, capacità, visione e amore per Taranto ( l’onestà è scontata) scenda dall’ Aventino e si metta a disposizione della collettività.
Ormai Rinaldo Melucci non è più il sindaco di Taranto (vedi QUI), sfiduciato da 17 consiglieri comunali che hanno protocollato le loro dimissioni (irrevocabili). A verbale chiuso abbiamo visto salire negli uffici di via Plinio anche i consiglieri Stellato e Odone che hanno depositato con atto separato le loro dimissioni.





Ora ci sarà un commissario e con molta probabilità tra maggio e giugno si torna alle urne.
In giro si è sentito parlare di “Taranto liberata“, parafrasando il Tasso. Nella sua “Gerusalemme Liberata” è proprio Rinaldo che favorisce la vittoria di Goffredo di Buglione! Nel nostro caso Rinaldo è lo sconfitto della storia.
C’è da chiedersi però da cosa Taranto si sarebbe liberata, concesso che abbiano mandato a casa il sindaco; un sindaco rieletto con oltre il 60% dei voti! Ma, soprattutto, quale alternativa si profila all’orizzonte?
Quale progetto sarà presentato agli elettori, dovendolo predisporre, insieme ad un candidato sindaco ed un gruppo di consiglieri, nel giro di pochi mesi?
Allora proviamo a ragionare in modo serio e concreto; Taranto ha davvero necessità di essere liberata: liberata da quell’ Aventino (ci riferiamo alla storia dell’ antica Roma) dove da troppo tempo si è ritirato un ampio segmento della società: professionisti, intellettuali, giovani preparati.
La democrazia, nel bene e nel male, è fatta anche di numeri, ovvero quantità di consensi ma è assolutamente necessaria la qualità. Se chi ha qualità, capacità, competenze (l’onestà la diamo per scontata) si tira indietro si lascia spazio solo alla quantità con il risultato di ritrovarci un’amministrazione non molto diversa da quella appena sfiduciata.
Ci sarebbe un lungo elenco di nominativi a cui chiedere di impegnarsi in prima persona, e per quanto ci possiamo sforzare non riusciremmo mai ad elencarli tutti; ma sono tante le personalità del mondo delle professioni, della cultura, del volontariato, del mondo della scuola e della università che potrebbero guidare un’amministrazione davvero innovatrice fondata sui contenuti e sugli interessi della collettività.
Sarà così? o come sempre assisteremo a scelte calate da Roma passando da Bari e magari da qualche paese della provincia? Vogliamo, e dobbiamo essere, positivi e augurarci che le cose davvero possano cambiare. Occorre un sussulto, un pizzico d’orgoglio e una ritrovata identità di comunità. Diversamente non ci saremo liberati di alcunché.






