Lui: Scusi, le è mai capitato di sentirsi mancare qualcuno che non ha mai incontrato?
Lei: Tutte le mattine, quando il caffè è troppo caldo e mi ricorda un attimo che non so di aver vissuto.
Lui: Dev’essere per questo che mi ha guardato come se avesse perso un sogno dentro i miei occhi.
Lei: O forse perché il suo profilo mi è familiare come la curva di una strada che non ho mai percorso.
Lui: Eppure ci siamo appena incontrati. È strano sentire la nostalgia di una persona che ho appena conosciuto.
Lei: Forse non è nostalgia, forse è solo un ricordo che ancora non ha avuto il coraggio di accadere.
Lui: Se ci fossimo già incontrati in un’altra vita, lei crede che avremmo parlato come ora?
Lei: No, credo che avremmo taciuto per paura di rovinarci l’eternità.
Lui: Allora perché adesso parliamo?
Lei: Perché forse, questa volta, ci stiamo incontrando troppo tardi.
Lui: Eppure mi sembra di essere arrivato esattamente in tempo per perderla di nuovo.
Lei: È il destino di chi si manca senza sapersi mai appartenere.
L’aria sa di ieri, ma oggi non esiste. Un semaforo rosso in mezzo al deserto aspetta qualcuno che non passerà mai. Le nuvole cercano il mare, ma trovano solo orologi rotti che segnano un’ora che nessuno ha inventato. C’è un’eco di passi in una strada che non è mai stata costruita. Una lettera senza destinatario piange in una cassetta postale vuota. Forse erano neve in una stagione che non ha mai avuto inverno. Forse erano il retrogusto di un caffè mai bevuto. Un gatto guarda il muro e vede il mare. Qualcosa si è perso, ma non c’era.