
Tutto sembra possibile, cambiano gli scenari, e noi, chiusi nella grotta di Platone, possiamo solo fare ipotesi.
Non impossibile anche una rottura del fronte nel centro destra, con la Lega che si unisce a Stellato e alle altre liste civiche a sostegno di Tacente
“Cosa succede, Cosa succede in città? C’è qualche cosa, qualcosa che non va, guarda lì, guarda là
che confusione! “ Già, anche noi come Vasco Rossi ce lo chiediamo!
Cosa succede a Taranto? Quali scenari si prospettano in previsione delle prossime elezioni che dovrebbero tenersi il 25 maggio p.v? Nessuno può dirlo; anche perchè noi comuni mortali, fuori dalle stanze in cui si costruiscono “tavoli“, soprattutto quando si allocano a Roma o a Bari, siamo come l’uomo incatenato nella caverna di Platonica memoria. Vediamo solo ombre e su quelle proviamo ad orientarci. Magari scriviamo corbellerie, e subiamo le bacchettate, a volte anche qualche insulto. Ma ci sta anche questo.
Il nostro compito è quello di cercare di avvicinarci alla verità per consentire ai (e)lettori di orientarsi in modo corretto e votare in modo consapevole.
Proviamo allora a fare una serie di ipotesi di ciò che alla data del 20 marzo 2025 è a nostra conoscenza.
Cominciamo da ciò che sembra più chiaro: il centro sinistra ha definitivamente scelto di candidare Piero Bitetti; stando ad alcune immagini che girano sul web, insieme agli ormai tradizionali manifesti con la sola scritta Bitetti che hanno invaso ogni spazio libero in città, i partiti che sostengono l’ex presidente del consiglio comunale sono: PD, AZIONE, PARTITO LIBERAL DEMOCRATICO, POSSIBILE, SOCIALISMO XXI, DEMOS, CON TARANTO, EUROPA VERDE. Manca all’appello il MOVIMENTO 5 STELLE, che ha due alternative: entrare in coalizione o presentare un candidato di bandiera con lo scontato risultato di un insuccesso.
In fase ormai avanza è invece Mirko Di Bello che ha già inaugurato il suo comitato elettorale, ha diffuso il programma e conta al momento almeno sei liste che rientrano nella coalizione denominata ADESSO.
Un altro possibile candidato sindaco è Antonello De Gennaro, direttore del Corriere del Giorno, di cui non abbiamo però dettagli circa le eventuali liste a sostegno.
E veniamo invece a ciò che ancora oggi non è chiaro. Il centro destra si è riunito più volte a Taranto; due volte a Roma. Per quello che ci è dato sapere questo è quello che al momento è più o meno certo:
FRATELLI D’ITALIA, FORZA ITALIA, UDC, NOI MODERATI, PARTITO LIBERALE e SVOLTA LIBERALE, pongono la conditio sine qua non di un candidato sindaco espressione del centro destra in totale discontinuità con l’amministrazione Melucci. Propongono due nomi: Luca Lazzàro e Massimiliano Di Cuia. In verità sono stati messi sul tavolo altri nomi, ma questi due dovrebbero giocarsela. Una decisione in tal senso potrebbe giungere lunedì 24. Il PLI in particolare, con una nota stampa, ha chiaramente segnalato che soluzioni diverse da quelle definite in questi giorni vedrebbero il partito abbandonare la coalizione.
La Lega invece, che si presenterà come Prima Taranto, insieme al gruppo di liste civiche ispirate da Massimiliano Stellato, in pratica gran parte dei consiglieri/assessori della passata maggioranza, propone come candidato sindaco l’avvocato Checco Tacente.
Sembra che non si riesca a trovare una sintesi, tant’è che gira voce che addirittura già sabato 22 si potrebbe apprendere di una uscita della Lega, alias Prima Taranto, dalla coalizione, e l’ufficializzazione di un accordo con i “civici” a sostegno di Tacente. Del resto è poco probabile che Bitetti, che pure si è detto aperto al dialogo “senza veti”, possa fare accordi con chi di fatto lo ha tradito arrivando addirittura a modificare il regolamento comunale per consentirne la sostituzione sullo scranno più alto del Consiglio comunale.
Se ciò si avverasse i giochi, quelli veri, si farebbero al ballottaggio. Di Bello ha già dichiarato che non farà apparentamenti. In ogni caso sarà una campagna elettorale intensa, dai toni forti, e dall’esito più incerto che mai.
Le prossime ora saranno sicuramente decisive. Del resto il tempo stringe e occorre decidere.
Occorre avere presto i nomi ma anche i programmi, quelli seri, e realizzabili.







