Un incontro del summit giovani di Forza Italia ha acceso i riflettori sul neo eletto segretario, Simone Leoni: dure parole contro Vannacci e una lettera indirizzatagli dal padre e pubblicata sul quotidiano Il Tempo
Con un post sui social, Simone Leoni, neo eletto segretario del gruppo di Forza Italia Giovani, risponde con freddezza a una dura e critica lettera indirizzata dal padre. Il contenuto? Si collega ai recenti fatti accaduti durante il summit giovani di partito, alla presenza di figure di spicco della politica, del giornalismo e del mondo dei social.
Il neo eletto segretario ha condotto un intervento sul palco attaccando frontalmente il generale Vannacci. La diversità di valori su cui si fondano Lega e Forza Italia emerge con sempre maggiore evidenza: non è la prima volta che i due gruppi politici si scontrano su numerosi temi e, adesso, la figura del generale Vannacci agita le acque ancora di più.
Perché è un gesto imprudente? Secondo varie opinioni politiche, un attacco frontale a una forza politica di maggioranza aprirebbe uno scomodo varco nel quale le opposizioni potrebbero infilarsi. Non solo: il famoso detto “i panni sporchi si lavano in casa propria” calza a pennello in un ambiente politico di rilievo, in uno dei principali partiti che compongono la maggioranza di governo.
Ottima occasione per le opposizioni: potrebbero contestare a suon di attacchi il generale Vannacci, appellandosi al fatto che una dura critica sia arrivata proprio da un partito alleato. Sul punto, vaghe le parole di Tajani: “Se ora cominciamo a tappare la bocca anche ai giovani, ci sono adulti che hanno detto molto peggio…”
Dura e contestabile, invece, la lettera che Silvio Leoni, padre di Simone, ha indirizzato al figlio sul giornale “Il Tempo”. “Tu non sei degno nemmeno di spolverare gli anfibi al generale Vannacci. Vergognati”, afferma il padre nella lettera, giudicando pubblicamente il figlio Simone. Fredda e distaccata la risposta del figlio, in un post social dallo sfondo nero e dalle poche e semplici righe, che metteremo qui: