
La situazione in Medio Oriente, sempre più rovente con le ultime uccisioni di civili nella striscia di Gaza, ha provocato le reazioni da parte dei governi europei, spesso divisi apertamente sulla questione. La cronaca delle ultime settimane ha evidenziato una tendenza sempre più in crescita a voler riconoscere lo stato di Palestina, denunciando al tempo stesso i crimini di guerra israeliani.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha per la prima volta utilizzato parole dure nei confronti di Israele, definendo la situazione a Gaza “drammaticamente più grave e intollerabile”, denunciando “l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente” e richiamando il diritto umanitario. Richiamo già effettuato in altri contesti, quando in un appello di giugno 2025 ha affermato:” è disumano che venga ridotta alla fame una popolazione intera, dai bambini agli anziani: l’esercito israeliano renda accessibili i territori della Striscia all’azione degli organismi internazionali per la ripresa di piena assistenza umanitaria alle persone.”
Dichiarazioni nette, ma in ritardo rispetto alla politica che altre nazioni hanno intrapreso sul tema. Alcuni governi, come quello spagnolo, belga e irlandese, avevano denunciato fin dal 2023 le sistematiche violazioni del diritto internazionale, arrivando al riconoscimento dello stato di Palestina. I discorsi del Presidente Mattarella hanno assunto una piega più critica dal 2025, tuttavia confinando spesso la posizione ad un ruolo istituzionale più che governativo. Il governo Meloni è spesso stato allineato con Israele, pur denunciando in chiave molto ambigua la situazione umanitaria, talvolta evitando espressioni come “crimini di guerra”.
Lo stesso Parlamento è stato teatro di accese discussioni, quando il 21 maggio 2025 (come riportato da Ansa) il governo ha bocciato ogni richiesta di condanna verso Israele, rigettando l’ipotesi di sanzioni o di sospensione del memorandum militare. Uno spiraglio di apertura si è aperto nel mese di luglio 2025, quando a seguito di un raid israeliano sulla striscia di Gaza che aveva distrutto una chiesa, la Premier Meloni ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro i civili, tuttavia continuando a suscitare le indignazioni delle opposizioni. Di seguito, le dure critiche internazionali a Israele hanno costituito un vero e proprio appello firmato dai ministri degli Esteri di circa 25 paesi, tra cui l’Italia.






