
A Forenza (Pz) una galleria d’arte a cielo aperto; nulla va sprecato, neppure il tempo!
Forenza antico borgo medievale, dove tra l’altro il 16 agosto si celebra la rievocazione storica delle gesta dei Templari (legenda vuole che sia proprio qui che siano nati) , conta poco meno di 1.800 abitanti. Un borgo che si presenta pulito, ordinato, bello a vedersi, soprattutto agli occhi di vive in cittĂ chiassose e caotiche. A vocazione agricola, da qualche tempo è meta di turisti attratti da qualcosa di probabilmente unico.
Mario Brienza, oggi pensionato, ha lavorato nell’edilizia e in parte ha fatto uso delle sue abilitĂ nel settore, in particolare nella posa della ceramica, per realizzare le sue opere d’arte.
Nato come fotografo, con un grande talento artistico, conoscitore di grandi artisti del passato, ha messo insieme piĂą scuole creandone una sua; una specie di artista di strada, nel senso che le sue opere sono essenzialmente realizzate sulle mura del paese.








Potremmo paragonarle in modo sintetico ma non del tutto esaustivo a grandi mosaici caratterizzati dall’utilizzo di materiale di recupero: tazzine, bicchieri, tappi di bottiglia, chiodi, bottoni, e tant’altro ancora.
Brienza, persona semplice e schiva, lontano dai riflettori che pure merita, raccoglie ciò che altri abbandonano, gettano, rifiutano, e ne fa arte. Ha costruito anche una specie di galleria-museo in cui sono perfettamente ordinate le sue collezioni di oggetti di ogni genere.




Il messaggio chiaro che ama sottolineare è che occorre recuperare tutto, in un epoca in cui purtroppo si spreca troppo; si sprecano le cose materiali ma anche il tempo. L’ultima sua opera si intitola, non a caso, Generazione Zeta. Nella nostra breve intervista non si è detto contrario ai social, ma è evidente che il tempo, lui che non usa cellulare, può essere utilizzato diversamente.












