
La proposta europea nota come Chat Control si colloca al confine tra sicurezza e libertà. Ufficialmente, l’obiettivo è proteggere i minori dall’abuso sessuale online, ma le modalità con cui si intende realizzarlo hanno sollevato interrogativi profondi sul futuro della privacy digitale. Introdotta dalla Commissione Europea nel maggio 2022, la normativa mira a obbligare le piattaforme di messaggistica a scansionare i messaggi, anche quelli cifrati, alla ricerca di contenuti sessualmente abusivi. È una forma di sorveglianza preventiva mai vista su scala europea, che aggiunge un livello ulteriore di controllo rispetto alle norme di data retention già esistenti, come la conservazione italiana dei dati per 72 mesi.
Come funziona il Chat Control
La misura si fonda sul cosiddetto client-side scanning: i contenuti vengono analizzati direttamente sul dispositivo dell’utente prima di essere inviati, alla ricerca di immagini, video o link sospetti. Sul piano tecnico, questo significa che la piattaforma dispone di algoritmi in grado di identificare materiale considerato pericoloso o illegale, segnalando automaticamente gli utenti alle autorità competenti. A prima vista sembra una misura chiara e mirata. Ma se ci fermiamo un momento e guardiamo oltre le intenzioni dichiarate, emergono scenari più complessi: stiamo parlando di un controllo preventivo generalizzato, non di un intervento circoscritto. Ogni comunicazione digitale potrebbe diventare soggetta a un’analisi preventiva, un monitoraggio “a priori” simile, per alcuni versi, al Minority Report di Philip K. Dick, dove si viene giudicati per azioni potenziali, non compiute.
I limiti della tecnologia e i rischi dell’AI
L’introduzione dell’intelligenza artificiale in questo contesto è quasi inevitabile: solo sistemi automatizzati possono scansionare miliardi di messaggi in tempo reale. Gli algoritmi possono rilevare pattern, parole chiave o immagini sospette e segnalare contenuti a rischio. Ma qui si aprono alcune questioni cruciali.
- Errori e falsi positivi: un algoritmo non può comprendere appieno il contesto di una conversazione. Ironia, citazioni letterarie, scherzi tra amici o dialoghi pedagogici potrebbero essere interpretati come sospetti. Gli utenti potrebbero finire segnalati per contenuti completamente innocui.
- Allucinazioni dell’AI: come sappiamo dagli sviluppi recenti, i modelli di intelligenza artificiale possono generare errori interpretativi o “allucinazioni”, attribuendo significati che non ci sono. In un sistema di monitoraggio preventivo, questo significa che persone innocenti potrebbero essere accusate di attività illegali che non hanno mai compiuto.
- Bias e discriminazioni: gli algoritmi sono costruiti su dati precedenti e possono riflettere pregiudizi sistemici. Ciò significa che determinate lingue, modi di esprimersi o espressioni culturali potrebbero essere sovrarappresentate tra i “sospetti”, creando discriminazioni digitali e profilazioni ingiuste.
Sorveglianza preventiva: saremo tutti indagati?
La domanda sorge spontanea: in un sistema così concepito, siamo tutti potenzialmente sotto osservazione, tutti “preventivamente indagati”? La risposta, realisticamente, è sì. Non si tratta più di indagini circoscritte a soggetti sospetti, ma di un controllo massivo e generalizzato delle comunicazioni. L’AI potrebbe indicare anomalie o rischi su milioni di utenti, anche in assenza di comportamenti realmente criminali, portando a segnalazioni preventive. Questo approccio rischia di creare un precedente per la sorveglianza di massa, dove la presunzione di innocenza viene sostituita da un principio di monitoraggio costante. Ogni messaggio, ogni immagine, ogni parola diventa potenzialmente analizzabile, e la linea tra sicurezza e controllo diventa sottilissima.
Conseguenze sulla privacy e sulla fiducia digitale
L’introduzione del Chat Control potrebbe minare la fiducia degli utenti nelle piattaforme di messaggistica. La crittografia end-to-end, che oggi garantisce sicurezza e riservatezza, verrebbe indebolita: qualsiasi backdoor o sistema di scansione preventiva è una porta aperta che può essere sfruttata anche da attori malintenzionati. Inoltre, la raccolta di dati sensibili, la gestione dei falsi positivi e le segnalazioni automatiche creano nuovi rischi di esposizione e violazioni. Il risultato potrebbe essere paradossale: una misura pensata per proteggere potrebbe, nella pratica, aumentare l’esposizione degli utenti e la vulnerabilità delle piattaforme.
Riflessioni finali
Il Chat Control rappresenta un dilemma complesso. Da un lato, la protezione dei minori è un obiettivo imprescindibile. Dall’altro, le misure preventive proposte introducono rischi concreti: sorveglianza di massa, falsi positivi, errori e allucinazioni dell’AI, discriminazioni basate su bias, vulnerabilità della crittografia.
In definitiva, l’adozione di sistemi automatizzati di controllo preventivo rischia di trasformare ogni cittadino in un sospetto potenziale, anticipando il giudizio e affidandosi a macchine incapaci di comprendere pienamente il contesto umano. La sfida è enorme: come proteggere chi è più vulnerabile senza rinunciare ai diritti fondamentali alla privacy e alla sicurezza digitale?
Egidio Francesco Cipriano
Foto di Erik Lucatero da Pixabay
Fonti e approfondimenti
- Regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori – Commissione Europea, maggio 2022.
- Opposizione alla scansione obbligatoria delle chat private in nome della crittografia – TechRadar, 12 settembre 2025.
- Tuta Mail pronta a fare causa all’UE per la Chat Control – TechRadar, 10 settembre 2025.
- Lista dei paesi contrari alla legge cresce, ma il supporto rimane forte – TechRadar, 11 settembre 2025.
- Oltre 500 scienziati della crittografia criticano la proposta dell’UE di scansionare tutte le chat di WhatsApp – TechRadar, 9 settembre 2025.
- L’industria VPN si esprime contro la Chat Control – TechRadar, 13 settembre 2025.
- La Commissione Europea propone la scansione dei messaggi privati per combattere l’abuso sessuale online – Euronews, 11 settembre 2025.
- Il Parlamento Europeo vuole stabilire regole efficaci per prevenire e combattere l’abuso sessuale online – Parlamento Europeo, 22 novembre 2023.
- Proposta di regolamento per la prevenzione e la lotta contro l’abuso sessuale su minori – Wikipedia, 11 settembre 2025.
- La tecnologia AI nella sorveglianza e i suoi rischi etici – NICE Actimize, 2024.
- Bias nei sistemi di intelligenza artificiale e le sue implicazioni – AIMultiple, 25 agosto 2025.
- La sorveglianza e l’intelligenza artificiale: questioni etiche e implicazioni – The Decision Lab, 2024.
- Unmasking bias in artificial intelligence: a systematic review of bias – PubMed Central, 2023.
- La regolamentazione per prevenire e combattere l’abuso sessuale su minori e le sue implicazioni – EU Civil Liberties, 2025.
- Il controllo delle chat: la UE deciderà sull’obbligo per le aziende tecnologiche di scansionare i messaggi criptati – Computer Weekly, 11 settembre 2025.
- Il controllo delle chat: la UE inizierà a scansionare i tuoi messaggi privati? – CyberNews, 12 settembre 2025









