
Intervento del consigliere del Comune di Taranto, Annagrazia Angolano (Movimento 5 Stelle)
“Per l’ennesima volta ci ritroviamo a fare i conti con una sconfitta per la città di Taranto, con la perdita di una realtà produttiva che avrebbe potuto rappresentare un’alternativa di sviluppo locale. Mi riferisco alla fuga di Renexia dal nostro territorio, fabbrica di turbine eoliche turbanti che avrebbe coinvolto circa 1500 lavoratori. Si tratta, in buona sostanza, di una scena vista e rivista, esattamente con quanto accaduto con l’Acquario Green (ora a Reggio Calabria) ed il Gruppo Ferretti (ora a La Spezia). Sia quello di Renexia che questi ultimi, rientravano nei percorsi di sviluppo di riconversione occupazionale tracciati già dal Governo Conte II, nell’ambito del “Cantiere Taranto”.
Al netto delle evidenti responsabilità dell’attuale governo Meloni che non ha fornito le opportune risposte alle richieste della società industriale in questione, non va sottovalutata l’inazione dei nostri Enti Locali. Cosa hanno fatto per evitare tutto questo? Quali azioni hanno messo in campo per difendere a denti stretti, almeno questa volta, una grande opportunità di lavoro per i figli della nostra terra, prevenendo ulteriori fughe di cervelli da Taranto? Mi pare, francamente, che anche in questa occasione non si sia stati in grado di far rispettare il nostro territorio!
Per i non addetti ai lavori, stiamo parlando di un investimento che avrebbe rilanciato il porto, la filiera delle rinnovabili e l’occupazione ionica, anche attraverso il reimpiego di circa 300 lavoratori ex TCT.
Si tratta, a mio avviso, dell’ennesima grave perdita per la nostra città, che porta con sé un elenco di firme, quelle dei nostri massimi rappresentanti politici, che invito a trovare presto soluzioni concrete per l’ormai urgente rilancio del porto di Taranto, in termini di competitività e attrattività, rilanciando così i traffici commerciali ormai inesistenti!
Per difendere la propria città non basta una fascia tricolore, occorrono coraggio e determinazione”.






