
Guida pratica per persone troppo buone e discretamente stanche
Ci sono frasi che non ti aspetti di dire a voce alta, eppure un giorno ti scappano: «Forse dovrei diventare un po’ stronzo anch’io». Lo dici piano, guardandoti allo specchio, con lo stesso tono di chi valuta di tingersi i capelli di blu a cinquant’anni: un misto di ironia, disperazione e desiderio segreto di rinascita.
E, puntualmente, la tua parte più buona – quella che ti ha reso sopportabile a tutti, invisibile a molti e indispensabile a nessuno – sussurra: «Ma no… non è da te».
E invece sì: questa guida è dedicata proprio a te, creatura luminosa che sopravvive da anni con l’illusione che la gentilezza sia una specie di moneta karmica e che, prima o poi, qualcuno ti restituirà la differenza.
Spoiler: non succede.
O almeno, non finché confondi l’essere buono con l’essere disponibile, accondiscendente, emotivamente poroso come una spugna di mare.
Ma andiamo con ordine.
La cattiva notizia: gli stronzi non vengono amati.
Vengono desiderati, inseguiti, proiettati, fantasmatizzati, perfino collezionati. Amati, no. L’amore è una cosa diversa: richiede presenza, cura, responsabilità emotiva. Lo stronzo standard – maschio o femmina, democraticamente distribuito – non desidera essere amato, ma venerato. Non vuole relazioni, ma rifornimenti. Non desidera intimità, ma eco. Quindi il primo punto per essere amati diventando stronzi è più semplice del previsto: non devi diventare stronzo per davvero. Devi solo imparare l’arte che gli stronzi padroneggiano senza merito:
mettere confini senza tremare.
La buona notizia: puoi sembrare stronzo senza esserlo.
Che poi è la vera magia. Gli stronzi autentici sono noiosi: ripetitivi, prevedibili, spesso fragili mascherati da titanio. Tu, che vieni dalla scuola delle persone-buone-per-davvero, hai una qualità che loro non potranno mai imitare: l’empatia che non chiede elemosina. E quando l’empatia smette di mendicare, diventa carisma.
Tecnica 1: il “no rituale”
È semplice. Ogni volta che stai per dire “sì”, sospendi il fiato e chiediti: «Se dicessi di no, cosa accadrebbe?» Nove volte su dieci:
– non esplode nulla,
– la Terra continua a girare,
– l’altra persona trova un modo,
– e soprattutto tu respiri.
A quel punto, pronuncia un “no” con quella calma serafica che solo un monaco zen e un insegnante stanco alle 7:45 del mattino possono sfoggiare. Vedrai come cambia il mondo: la gente comincia a rispettarti. Alcuni perfino ad amarti.
Tecnica 2: l’eleganza dell’assenza
Gli stronzi amano sparire. Tu non sparire, ma fai una cosa raffinata: non essere sempre disponibile. È incredibile cosa accade quando togli il “subito”. Le persone improvvisamente scoprono di poterti perdere.
E si regolano di conseguenza: più ascolto, meno pretese, più valore attribuito a ciò che sei e non solo a ciò che dai. L’eleganza dell’assenza crea la geometria dell’incontro.
Tecnica 3: la modalità “giraffa d’acciaio”
La Comunicazione Nonviolenta distingue il linguaggio della giraffa (cuore, bisogni, chiarezza) da quello dello sciacallo (accuse, pretese, morsi emotivi).
Tu sei già giraffa.
Ora serve l’acciaio.
Che significa? Parla come una creatura gentile, ma con la postura di un essere umano che non ha più intenzione di sacrificarsi per tenere in piedi il castello emotivo degli altri. Esempio di frase da stronzo evoluto: «Capisco il tuo punto, ma non posso soddisfare questa richiesta. Se vuoi, ne parliamo.» Tradotto:
Ti ascolto.
Ti rispetto.
Ma non comandano le tue ansie dentro il mio corpo.
Tecnica 4: il fascino dell’autocura
Gli stronzi sono affascinanti perché sembrano vivi, impegnati, pieni di sé. Tu puoi essere affascinante senza la parte tossica: sii impegnato in te stesso. Pratica la cura di te con la stessa dedizione con cui ti sei preso cura degli altri. Risultato? Diventi magnetico. Le persone amano chi non si svende. Amare qualcuno che si vuole bene è un sollievo: non devi salvarlo.
Il paradosso finale
Alla fine ti accorgerai che “diventare stronzo ed essere amati” è un titolo ingannevole. Non diventi stronzo: recuperi parti di te che avevi abbandonato per quieto vivere, paura o antica educazione sentimentale. Diventi:
– più netto,
– più libero,
– più imprevedibile,
– più vero.
E la verità ha sempre un suo stile.
Le persone ti ameranno non perché sembri stronzo, ma perché non sei più sacrificabile. E quando smetti di sacrificarti, accade il miracolo che nessun manuale di seduzione, nessuna dinamica narcisistica e nessuna psicologia da bar potrà spiegare del tutto:
l’amore, finalmente, ti vede.
Egidio Francesco Cipriano
Immagine Egidio Francesco Cipriano







