
Intervento del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, dopo il vertice dell’11 novembre 2025 fra Governo e sindacati sullo stabilimento ex Ilva
“Quanto annunciato ieri dal Governo nel vertice con i sindacati non mi stupisce. Con la decarbonizzazione, unica strada condivisa e percorribile, il delta occupazionale si riduce, e questo era ampiamente previsto. Ma fino ad oggi io non ho ascoltato una sola parola concreta su come supportare questo passaggio, che definisco epocale per la città , in termini di riqualificazione dei dipendenti, riconversione occupazionale, sostegno reddituale. E a questo si aggiunge che non ci sono notizie ufficiale sull’ingresso di un nuovo imprenditore del settore, intenzionato a sostenere una vera azione industriale tesa alla decarbonizzazione dello stabilimento.
La crescita della cassa integrazione aggrava quindi una crisi gia’ in atto, perché la riduzione dei salari determina un doloroso impatto sulle famiglie e sull’intera comunità , ad esempio sul commercio e sulla capacità di spesa dei cittadini. I numeri della cassa integrazione parlano anche di questo. Ecco perché ero e sono ancora molto preoccupato per la tenuta sociale della città , un tema nodale che, mi auguro, da oggi in poi rientri seriamente nell’agenda di Governo.
Abbiamo bisogno inoltre di chiarezza sugli investimenti, perché se da un lato avremo, come annunciato, un aumento considerevole della cassa integrazione con un apice a gennaio, dall’altro il tessuto economico e imprenditoriale della città va aiutato in maniera considerevole. Gli investimenti generano ricchezza, penso al Porto, alla cantieristica navale, alla riconversione delle aree dismesse, alle nuove imprese innovative, all’Università , ai collegamenti, alla filiera turistica e culturale. Tutti interventi che noi abbiamo tradotto in proposte e sulle quali non ci sono risposte certe e chiare. Noi la nostra visione l’abbiamo espressa più volte e in tutti i tavoli.
Il punto è: finita l’era dei processi industriali per la produzione di acciaio con tecnologie super impattanti e ambientalmente non sostenibili, e su questo ritengo che tutte le istituzioni siano d’accordo, come intende in concreto il Governo aiutare questa città ? Anche perché la politica industriale del Paese è in capo al Governo. Attendo quindi un passaggio formale sulle nostre proposte con l’obiettivo di condividere una strategia ampia e basata sulla logica del fare. Taranto non può e non deve essere lasciata sola in un momento così delicato e di svolta”.







