
L’Ordine dei TSRM e PSTRP chiede alla Regione Puglia di sanare la disparità introdotta dalla Manovra di Bilancio 2025
BARI – L’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione delle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani ha trasmesso una lettera aperta alla Presidente della Regione Puglia e all’Assessorato regionale alla Sanità per richiamare l’attenzione su una criticità rilevante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025.
La norma, che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva agevolata al 5% sulle prestazioni di lavoro straordinario e sulla reperibilità, è stata estesa unicamente alla categoria infermieristica, escludendo tutte le altre professioni sanitarie che operano quotidianamente all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
L’Ordine riconosce il valore e l’importanza della misura adottata dal legislatore, in quanto finalizzata a valorizzare il lavoro sanitario, incentivare la disponibilità operativa e fronteggiare la cronica carenza di personale che interessa l’intero sistema sanitario. “Si tratta – afferma il presidente dell’Ordine, Mimmo Avezzano – di una scelta politicamente corretta nelle intenzioni perché investire sul personale sanitario significa investire sulla salute dei cittadini”.
Tuttavia, l’esclusione delle altre professioni sanitarie afferenti all’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione genera una disparità di trattamento non giustificabile, soprattutto alla luce del ruolo essenziale e complementare che tali professionisti svolgono nei percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e di prevenzione. Tecnici sanitari, professionisti della riabilitazione e della prevenzione garantiscono continuità assistenziale, sicurezza delle cure, appropriatezza degli interventi e qualità delle prestazioni, spesso operando in condizioni di emergenza, turnazioni gravose, reperibilità notturne e festive, con responsabilità professionali elevate e crescenti.
In un contesto sanitario già fortemente provato da una carenza strutturale di personale, dall’aumento dei carichi di lavoro e dalla crescente complessità assistenziale, scelte normative che introducono differenziazioni economiche rischiano di minare la coesione dei team multidisciplinari e di compromettere ulteriormente l’attrattività delle professioni sanitarie.
“L’equità – continua Avezzano – è un principio fondante del sistema pubblico e non può essere sacrificata. Parliamo di oltre 160.000 professionisti sanitari in Italia, di cui circa 12.000 in Puglia e più di 5.500 nelle province di Bari, Taranto e Barletta-Andria-Trani, che oggi si vedono esclusi da un riconoscimento economico pur svolgendo le stesse attività di straordinario e reperibilità”.
Con la lettera inviata alla Regione, l’Ordine chiede un intervento istituzionale tempestivo, anche attraverso strumenti normativi e contrattuali regionali, che consenta di estendere il beneficio fiscale a tutte le professioni sanitarie, nel rispetto del principio di equità e senza creare gerarchie tra ruoli ugualmente indispensabili.
“Un’azione in tal senso – conclude il numero uno dell’Ordine – avrebbe un forte valore politico e istituzionale, sarebbe sostenibile dal punto di vista economico e renderebbe la Puglia una Regione apripista a livello nazionale, capace di restituire dignità, riconoscimento e motivazione a tutti i professionisti sanitari”.




