
Intervento del consigliere del Comune di Taranto, Annagrazia Angolano (Movimento 5 Stelle)
“Assolutamente inaudito ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi, sotto il profilo politico-amministrativo.
Innanzitutto, come già anticipato personalmente, immediatamente dopo la notizia, la sottoscrizione del sindaco Bitetti, dei sindacati e degli altri enti locali, al documento dell’ennesima proposta bluff del ministro Urso, relativo alla vertenza dell’ex Ilva, palesemente ancora una volta privo di ogni tipo di sostenibilità (ambientale, sanitaria, economica ed occupazionale), appare quasi una parodia della peggiore specie. Ma davvero si intende continuare ad offendere l’intelligenza dei tarantini con una carta che prevede l’intenzione futura di realizzare quattro impianti DRI (per la modica cifra di 9 mld di euro)? E come dovrebbero essere alimentati? Per non parlare delle solite espressioni, volutamente ibride, a proposito del tanto sbandierato ed agognato spegnimento dell’area a caldo “nel minor tempo possibile” o “gradualmente…”. Un entusiasmo a dir poco ingiustificato, quello manifestato ieri dai firmatari di quel documento che altro non può esser considerato che carta straccia, anche alla luce della condizione attuale degli impianti, ossia di sequestro giudiziario e della sentenza CEDU che già si pronunciò senza titubanza alcuna, circa il fatto che lo Stato ha violato i diritti, sacrosanti, dei tarantini. Basta anche solo ricordare questo per comprendere che qualsiasi prolungamento della produzione a carbone è “contra legem”!
Ma questa amministrazione è alquanto opaca anche sotto il profilo politico, per cui chiediamo una verifica all’interno della stessa maggioranza di governo cittadino, nel corso di un apposito Consiglio Comunale, come si conviene in democrazia e come gli “esperti della politica” che siedono a Palazzo di Città, dovrebbero ben sapere. È infatti poco chiara la posizione di alcuni componenti della maggioranza rispetto a temi fondamentali per la città, compreso l’ultimo in questione. Ci chiediamo come sia possibile sedere tra gli stessi banchi, insieme a chi manifesta una visione politica opposta. Non è la prima volta. Chiediamo chiarezza sulla linea politica, è doveroso ed è una forma di rispetto verso i cittadini. Il silenzio, su una vicenda politica che presto registrerà scossoni negli equilibri locali, rischierebbe di veicolare messaggi di complicità e soccombenza, che nulla hanno a che fare con la buona politica.
In altre parole, si rischia di offrire la visione dell’ennesimo quadretto miserrimo, pronto a rafforzare le convinzioni di chi, alle urne, ha rinunciato già da tempo”.







