
Dopo i colloqui tra Stati Uniti e Russia, che non hanno ancora prodotto dei risultati concreti, i leader europei sono tornati ancora sul punto. Hanno modificato le trattative, ad esempio toccando il punto 3 del piano (divieto di ingresso nella Nato) di Trump, e ribadendo che i punti relativi alle concessioni territoriali dovranno essere decisi solo dall’Ucraina. Uno degli stalli principali delle trattative rimane, ad esempio, l’ingresso dell’Ucraina alla Nato, da sempre temuto dalla Russia. Putin, infatti, ritiene la Nato “un’espansione ad est” e “una minaccia per la Russia”.
Quanto al Donbass, da sempre popolato prevalentemente da russofoni, e dove Putin riscontra gli interessi nei confronti di un popolo che si sente russo, afferma che “sarà ammesso con la forza” nel caso in cui le forze ucraine non dovessero restituirlo. Occorre allora, partendo dalla Nato, ricostruire la sua espansione. Nel 1990 è entrata nell’alleanza atlantica la Germania dell’Est. Nel 1999, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Nel 2004 Estonia, Lettonia, Lituania, Romania e Bulgaria. Nel 2009 la Croazia. Nel 2017 il Montenegro, nel 2020 la Macedonia del Nord, nel 2023 la Finlandia e nel 2024 la Svezia.
Sull’Ucraina e la Georgia si gioca tutta la futura partita. Insieme alla guerra fisica e di logoramento, che continua a stremare il fianco est dell’Ucraina, con Pokrovsk in cima alla lista, anche la c.d “guerra ibrida”, che da tempo è annunciata sempre più dalle cancellerie europee, rischia di creare un’escalation senza precedenti. Le parole dell’ammiraglio Nato Cavo Dragone hanno già scosso le acque. “Dobbiamo essere proattivi” e fare “una guerra preventiva contro la Russia. “Insomma, mentre negli Usa il presidente Trump – sia pur con enormi lacune – tenta di creare le condizioni per la pace, la Ue disfa tutto e si comporta da immatura.
Quello che poteva essere un continente posto a fondamento della diplomazia e della pace, è solo contro tutti, schiacciato dal peso di due potenze e dal timore di essere scaricato dagli Stati Uniti entro il 2027.La Ue, infatti, modifica le condizioni di tipo territoriale e la questione della Nato. Per la modifica del piano, il punto 3 viene cancellato, con i leader europei che affermano – nel nuovo piano – che l’Ucraina potrà far parte dell’alleanza atlantica e che deciderà da sola sulle questioni territoriali. Nel frattempo, anche gli ingenti aiuti economici che i paesi dell’Ue inviano rischiano di non essere trasparenti, alla luce degli ultimi scandali di corruzione in Ucraina.
Questione non meno importante è quella degli asset russi congelati. La politica italiana è spaccata, e ancora una volta Lega e Forza Italia hanno divergenze in merito all’invio di nuovi aiuti. Se da un lato emerge l’aspetto puramente economico e i paesi continueranno a inviare aiuti, Guido Crosetto, se pur in un’ottica di questo tipo, afferma che “bisogna mobilitare tutto il mondo per costringere la Russia a sedersi ad un tavolo.” Questo dimostra, ancora una volta, la palese difficoltà dell’Ue e degli Stati Uniti, di fronte ad un’altra superpotenza che aspetta condizioni più vantaggiose per negoziare.







