
Intervento dell’assessore al Coordinamento Strategico dell’Azione di Governo e Governance delle Società Partecipate del Comune di Taranto, Gianni Cataldino
“Chi ha dichiarato che nel quartiere Tamburi non si raccolgono i rifiuti per alzare la percentuale di differenziata, ha detto una falsità. E chi l’ha messa in circolazione se ne assumerà la responsabilità politica e istituzionale. Non si governa una città diffondendo menzogne che infangano un quartiere e il lavoro degli operatori. Nessuno ha mai pensato, né mai penserà, di lasciare cumuli per “gonfiare” dati.
È un’accusa costruita per creare tensione e per trasformare un problema reale in un pretesto politico.
Per questo stiamo verificando formalmente quanto sia stato detto in Commissione e se ricorrono i presupposti per attivare gli strumenti previsti dai regolamenti. La realtà è semplice: Taranto sta passando da una differenziata fittizia, quella degli anni in cui tutto finiva comunque insieme, a una differenziata vera. E i risultati già ci sono: 500.000 euro in meno conferiti in discarica, qualità delle frazioni nettamente migliorata, contributi dei consorzi di filiera in aumento.
Tutto con anche l’obiettivo di mantenere pubblica l’azienda. Non stiamo giocando con i numeri: li stiamo finalmente producendo. Per anni abbiamo ereditato un sistema che raccoglieva tutto come indifferenziato, gonfiando i costi e azzerando ogni possibilità di recupero. È anche per questo che oggi emergono difficoltà: perché per troppo tempo si è usato qualunque cassonetto per qualunque rifiuto, senza distinzione, senza controlli, senza un modello credibile.
Adesso che si chiede una separazione reale, emerge immediatamente la carenza di contenitori dedicati, semplicemente perché prima non servivano a nessuno, visto che tutto veniva mischiato. La transizione che stiamo portando avanti non è una punizione: è il passaggio obbligato da un sistema fasullo a uno moderno. Stiamo potenziando la dotazione dei contenitori dove necessario, accompagnando le utenze commerciali e domestiche, rafforzando controlli e informazione, e soprattutto stiamo riportando il servizio dentro una logica sostenibile e pubblica. Chi oggi grida allo scandalo perché mancano cassonetti conferma, senza volerlo, che il vecchio sistema era disordinato e inefficiente. Noi lo stiamo correggendo.
Credo sia giunto il momento di dire basta a questa macchina del fango. L’amministrazione comunale ha il dovere di procedere penalmente e civilmente nei confronti di tutti coloro che pubblicano e diffondono notizie false sulla stampa e sui social media, con il solo fine di aumentare le vendite o ottenere più visualizzazioni sulle pagine social. Queste fake news turbano l’ordine pubblico e mettono in agitazione la comunità”.




