
I notiziari di stamattina ci svegliano con le immagini di un violento raid: è l’attacco organizzato dagli Usa contro l’Isis in Nigeria. Da tempo, la Nigeria è stata attraversata dalla violenza Jhadista, che ha mirato attacchi diretti contro scuole cristiane e infrastrutture. L’operazione di stanotte contro L’Isis – riporta Ansa – è stata confemata dal Pentagono e dal ministero degli esteri nigeriano. La causa è da rinvenire, come afferma lo stesso Trump, nei violenti attacchi che “hanno preso di mira e ucciso bruatalmente civili innocenti, soprattutto cristiani.” La linea intrapresa è quello del pugno di ferro contro il terrorismo islamico radicale. Quanto alla modalità di attacco, Trump rivendica che sono stati “perfetti” e adottati per contrastare gli attacchi ai cristiani compiuti dall’organizzazione terroristica. Il governo nigeriano ha confermato gli attacchi, ma ha respinto le affermazioni di Trump, affermando che i gruppi armati hanno preso di mira anche le comunità musulmane e che le persecuzioni non rappresentano una situazione di sicurezza complessa.
Facciamo un salto indietro, partendo da un recente episodio di cronaca. Papiri, Nigeria. La scuola cristiana St.Mary’s School è stata vittima di un violento attacco jhadista, con il sequestro di 315 studenti e 12 insegnanti. Nei giorni precedenti – riporta Il Giornale – 25 studentesse erano state rapite nello stato di Kebbi, in un assalto ad una chiesa pentecostale con due morti e 38 rapiti, il sequestro di un parroco cattolico e l’uccisione di un generale dell’esercito. Qual è lo scopo dei gruppi jhadisti? Rafforza la propaganda, distruggere l’istruzione, in particolare femminile e cristiana, adottando una precisa strategia ideologica e politica. Mentre il presidente nigeriano Tinubu ha annullato alcuni impegni come il G20, inserire la Nigeria nella lista dei paesi sotto osservazione da parte degli Usa, potrebbe contribuire a incentivare gli attacchi jhadisti proprio come sfida all’occidente.
La presenza dell’Isis in Medio Oriente si è radicalizzata nel tempo. Tra le conquiste principali Raqqa, che nel 2014 è stata assaltata con l’obiettivo di far nascere un califfato. Il gruppo si fonda su un’interpretazione estremista dell’Islam, rifiutata da alcuni leader musulmani, e combattuto militarmente da Stati Uniti, attori regionali e Iran. Un dibattito accademico e politico ha portato alcuni studiosi a credere che l’Isis possa essere considerato uno stato in senso giuridico, ma spesso non vi è stato riscontro diretto, e la questione non ha goduto di consenso. L’obiettivo è, secondo alcuni studiosi, la creazione di uno Stato Islamico per i sunniti, esattamente come Israele per gli ebrei.
Per contrastare la presenza del terrorismo islamico, gli Usa sono intervenuti con l’operazione Inherent Resolve e mirati raid in Iraq nel 2014. Evento importante è la battaglia di Mosul (2016), che ha condotto alla caduta della città di Raqqa, assaltata dai miliziani per la creazione di un califfato.
L’organizzazione terroristica, che ha compiuto attentati anche in Occidente, rappresenta una minaccia anche per la stabilità della regione del Medio Oriente. Tra le decine di attentati, ne ricordiamo alcuni nel cuore dell’Europa. Il 7 gennaio 2015, a Parigi, lo storico attentato contro la sede di Charlie Hebdo: 19 aprile 2015, Parigi, uno studente algerino di informatica viene arrestato con l’accusa di aver ucciso una donna, ed era conosciuto dai servizi di intelligence come islamista radicale; 27 aprile 2015, un uomo entra in un commissariato di polizia a Zvornik, Bosnia Erzegovina, inneggiando ad Allah e uccidendo un agente; 13 novembre 2015, Parigi, il noto attentato al teatro Bataclan.






