
Pochi istanti per agire: due chiacchiere, una sigaretta, l’empatia e sangue freddo
TARANTO – Ore 3 circa del 2 dicembre 2025. Il telefono del nue squilla. La segnalazione fa tremare i polsi: un uomo, Francesco (nome di fantasia), vuole lanciarsi nel vuoto dalla ringhiera del lungomare, vicino al monumento dei Marinai.
Nel giro di pochi istanti una “Pantera” è sul posto. I poliziotti individuano Francesco. E’ seduto oltre la ringhiera con le gambe nel vuoto e con chiari intenti suicidi. Agli occhi degli agenti appare “tremolante, impaurito e in preda a un forte stato di agitazione”.
La situazione è al limite, non c’è un secondo da perdere. I poliziotti provano con cautela ad avvicinarsi. Poi una chiacchiera e poi un’altra ancora nel tentativo di metterlo a proprio agio. Parte il tentativo di mediazione per 15 minuti che sembrano interminabili. Uno degli agenti ci riesce, stabilisce il contatto sperato. Entra in gioco l’empatia e si fa offrire una sigaretta da Francesco per fumarla insieme.
Così, la sigaretta che si brucia lentamente e altre due chiacchiere riescono ad allentare la tensione. Nel frattempo, gli altri poliziotti della Squadra Volante, fermi a pochi metri di distanza, riescono ad avvicinarsi alla ringhiera e ad afferrare il Francesco per le braccia per portarlo in salvo.

Solo dopo aver realizzato cosa stesse accadendo veramente, Francesco, un tarantino di 35 anni, scoppia in lacrime, chiedendo ai poliziotti aiuto per risolvere la sua complicata situazione personale. Abbracciato e rassicurato dai poliziotti, viene poi affidato agli operatori del 118, che lo trasportano al Pronto Soccorso dell’ospedale “SS. Annunziata” per le cure del caso.







