
Intervento del Confartigianato Taranto
“Natale 2025 tra tenuta stentata e scelte più selettive: premiati qualità, prossimità e identità. Lavoro: 3.910 entrate previste a gennaio 2026, ma difficoltà di reperimento per il 48% delle imprese.
Il Natale 2025 nel Tarantino conferma un andamento complessivamente di tenuta, anche se molto stentata, per molte attività di prossimità, all’interno di un quadro di consumi più prudenti e selettivi: famiglie attente al budget, meno acquisti d’impulso e una crescente preferenza per regali utili, autentici e di qualità. In questo scenario emerge un dato chiaro: quando l’offerta è credibile, curata e riconoscibile, il territorio risponde. È un contesto che premia l’artigianalità e la piccola impresa, soprattutto dove si traduce in personalizzazione, cura del dettaglio e relazione diretta con il cliente, elementi che l’online fatica a replicare.
Pur in un contesto economico e sociale particolarmente complesso, i riscontri migliori arrivano dai comparti più legati alle festività e alle esperienze: enogastronomia, dolciario, prodotti tipici, confezioni regalo e servizi alla persona, sostenuti da una domanda sempre più orientata verso prodotti “con storia”, riconoscibili e con una forte identità. Restano invece più in affanno alcuni segmenti tradizionali, in particolare abbigliamento e calzature, penalizzati dalla concorrenza dell’e-commerce, dall’incertezza dei consumatori e anche dai cronici problemi di viabilità e parcheggio nel capoluogo. È il segnale di un cambiamento strutturale: oggi non basta “vendere”, serve differenziarsi, comunicare valore e trasformare negozio e bottega in un presidio di fiducia, servizio e relazione, capace di offrire un’esperienza che vada oltre il semplice acquisto.
Un indicatore significativo arriva anche dai numeri del lavoro scaturiti dall’indagine Excelsior – Unioncamere: a gennaio 2026 le imprese della provincia di Taranto prevedono 3.910 entrate, con 530 opportunità nel commercio, 440 tra ristorazione e turismo, 380 nelle costruzioni, 270 nell’industria metallurgica e 380 nei servizi alla persona. Se ne prevedono 10.380 nel trimestre gennaio/marzo. Tuttavia, quasi un’impresa su due (48%) segnala difficoltà nel reperire personale. Un dato che conferma due aspetti: da un lato l’economia di vicinato resta decisiva, dall’altro necessita di strumenti moderni, competenze aggiornate e politiche del lavoro più efficaci per reggere la competizione.
Per Confartigianato è arrivato il momento di costruire un vero patto di sistema tra istituzioni, associazioni e attori economici del territorio, con un contributo determinante anche della Camera di Commercio, per mettere in campo azioni concrete e misurabili: incentivi per chi avvia nuove attività e per chi, nonostante le difficoltà, resiste e investe per migliorare, sostegno alla digitalizzazione, percorsi di formazione e aggiornamento, sviluppo di reti tra imprese e progetti di animazione commerciale dei quartieri. L’obiettivo è trasformare la progressiva desertificazione commerciale in un percorso di crescita stabile e duratura: senza interventi strutturali e coordinati, infatti, il rischio è che la resilienza delle piccole attività si riduca a semplice resistenza, anziché diventare sviluppo e competitività.
In questa direzione Confartigianato intende concentrare la propria azione su un progetto di rete di prossimità capace di tenere insieme innovazione e identità: un marketplace unico delle botteghe, con servizi di click&collect, carta fedeltà territoriale e consegna green di quartiere, integrato con gli eventi e con i percorsi turistici del territorio e costruito facendo rete tra i Comuni dell’intera provincia. Un modello pensato per trasformare il picco di domanda che si registra durante le festività e in occasione di alcuni appuntamenti in fidelizzazione stabile, continuità di consumo e crescita per tutto l’anno. Il punto non è “fare concorrenza” all’online, ma realizzare una piattaforma che metta insieme comodità e relazione, tecnologia e radicamento, promozione e comunità, valorizzando ciò che rende unico il commercio di vicinato: persone, qualità e territorio.
Secondo Confartigianato, l’economia di vicinato non è solo commercio: è lavoro, sicurezza urbana, vita dei quartieri e identità. Se vogliamo uno sviluppo reale, dobbiamo mettere artigiani e piccole imprese nelle condizioni di innovare senza perdere la propria anima, accompagnandole con formazione, strumenti digitali, reti di collaborazione e politiche pubbliche coerenti. Perché quando una bottega o un negozio chiude, non scompare soltanto un’attività economica: si spegne un presidio sociale e si perde un pezzo di città”.






