
Radia Inc. è una start up statunitense con sede in Colorado, questa società fondata nel 2016 ha uno scopo fondamentale, progettare e realizzare un aereo da trasporto che sia il più grande mai realizzato per volumi trasportati.
Perché questo obiettivo? È stata identificata una esigenza di trasporto per le nuove pale eoliche che raggiungono dimensioni anche di 100 metri di lunghezza, come appare subito evidente questi manufatti non possono essere trasportati via terra con camion o treni non essendo compatibili con i raggi di curvatura delle strade (e men che mai delle ferrovie). Ad oggi vengono trasportate con i mezzi tradizionali pale della lunghezza di 25, 30 metri al massimo. Siccome lo sviluppo delle nuove turbine eoliche porta a progettare impianti che possano facilmente arrivare alla potenza di 60 MW questo, di conseguenza, comporta pale sempre più grandi, fino a 100 metri ed oltre.

Proprio da questa osservazione nasce il progetto per l’aereo denominato WindRunner, sicuramente si tratta di un’iniziativa ambiziosa, finalizzata a costruire l’aereo più grande del mondo per volume, trasportando pale di turbine giganti “Onshore” ovvero poste a terra, direttamente nei siti di installazione.
Qualche dato aggiornato sulla società Radia Inc., come detto la società ha sede a Boulder, Colorado (USA) ed è stata fondata dall’Ing. Mark Lundstrom, un ingegnere aerospaziale. Il capitale inziale è stato costituito grazie ad una raccolta fondi garantiti da diversi investitori privati ed istituzionali (tra questi ultimi ConocoPhillips, Lauder Partners, LS Power Group, Good Growth Capital), tali investimenti hanno raggiunto la quota di 128 milioni di u.s. $.
La società opera con un modello “asset-light”, ovvero oltre ai finanziamenti in danaro si avvale di collaborazioni industriali con partner quali grandi aziende aeronautiche che a loro rischio mettono a disposizione le proprie capacità tecnologiche per la progettazione e produzione realizzando in questo modo il duplice obiettivo di portare nel progetto risorse tecnologiche e distribuire i rischi su più fronti.
Questa prima fase ha consentito di portare la progettazione ad un livello quasi conclusivo ma tuttavia moltissimo lavoro rimane da fare, intanto per realizzare il primo prototipo ed ottenerne la necessaria certificazione, senza la quale non potrebbe volare. Il costo complessivo stimato per la messa in produzione del velivolo è pari a poco meno di 2 miliardi di u.s. $. (si pensi solo alla costruzione della “catena di montaggio” per un colosso del genere).
Caratteristiche dell’Aereo (WindRunner)
Vediamo ora qualche caratteristica del WindRunner, questo sarà un aereo ad ala alta con 4 turbomotori ad alta efficienza e basso consumo, sarà lungo 108 metri, avrà una apertura alare di 80 metri, potrà trasportare carichi del peso fino ad 80 tonnellate, decollare ed atterrare su piste di circa 1800 metri anche semi preparate (terra battuta, ghiaia, ecc.), avrà autonomia di circa 2000 km, una velocità massima di 650 km/h.
Il Ruolo Centrale dell’Italia
L’Italia avrà un ruolo centrale in questo progetto, in particolare il sud Italia e la Puglia. Radia per meglio gestire l’impresa ha costituito Radia Italia, e ne ha affidata la guida all’Ing. Giuseppe Giordo (ex CEO di Alenia Aermacchi). Come si sostanzia questo strategico contributo? Vediamo.
È stata ufficializzata l’intenzione di produrre l’aereo in una “Final Assembly Line” (FAL) presso l’aeroporto di Grottaglie (Taranto). La Puglia è stata scelta per la sua vocazione aerospaziale e per la pista dell’aeroporto Marcello Arlotta, ideale per i test con grandi velivoli, ricordiamo che la pista e l’aeroporto sono stati a suo tempo aggiornati per poter ospitare i grandi velivoli Boeing che trasportano le sezioni di fusoliera del Boeing B 787 “Dreamliner” (un Jumbo B 747 opportunamente modificato detto “Dreamlifter”).
Oltre a questo fondamentale fatto sono stati raggiunti accordi con diversi partner industriali: Leonardo che fornirà supporto ingegneristico per il design della fusoliera e la produzione di sezioni della stessa utilizzando le strutture presenti su Grottaglie e a Foggia. Atitech di Napoli che collaborerà per la manutenzione (MRO) e il supporto alla linea di assemblaggio finale. Magnaghi Aerospace di Napoli che sarò responsabile della progettazione e costruzione del complesso carrello di atterraggio utilizzando la sua lunga esperienza per carrelli simili di trasporti militari (G 222, C 27J).
I piani prevedono, forse ottimisticamente, di completare un primo prototipo per la fine del 2028, portare in volo lo stesso verso la fine del 2029, inizio della produzione in serie 2031/2032.
Comunque, oltre il già descritto impegno industriale sono in corso interlocuzioni per ottenere un sostegno dal pubblico con fondi messi a disposizione dalla Regione e dallo Stato centrale per il polo produttivo di Grottaglie, è in corso una interlocuzione per un pacchetto di incentivi regionali e statali (Contratti di Programma) che potrebbe ammontare a 50-60 milioni di euro solo per la fase di insediamento industriale.
Basterà questo perché il progetto decolli?
Si è in una fase di transizione critica del progetto. Radia ha superato la fase di “concept” e sta entrando in quella della industrializzazione.Per avviare i cantieri e la costruzione del prototipo fisico, la società ha bisogno di un’ulteriore massiccia iniezione di capitale (stimata tra i 400 e i 600 milioni di dollari nel prossimo biennio). Ma anche questi non basteranno e allora Radia sta puntando fortemente su accordi con il Department of War USA. La firma di un accordo di ricerca e sviluppo (CRADA) con il Comando dei Trasporti statunitense è il segnale che parte dei fondi per il prototipo potrebbe arrivare da commesse governative militari, i quali hanno bisogno di strumenti forti per la mobilità di truppe legata ad aerei che sono ormai fuori produzione ed hanno oltre 30 anni di servizio.
Radia inoltre sta esplorando applicazioni del WindRunner per il settore spaziale per un eventuale trasporto di stadi di razzi vettori cosa che velocizzerebbe notevolmente le operazioni di lancio.
Stato Attuale del Progetto in Italia
Al momento, il progetto è in una fase di “interlocuzione finanziaria”. Il governo italiano e la Regione Puglia stanno valutando le garanzie bancarie fornite dalla società americana per sbloccare i fondi pubblici necessari a far partire i cantieri della Final Assembly Line.
Ad oggi, le probabilità che il progetto WindRunner di Radia “decolli” nel senso letterale e industriale del termine sono in una fase di equilibrio critico.
Sicuramente una buona notizia è il già citato sostegno della Difesa USA, l’accordo CRADA con il Comando dei Trasporti statunitense apre la porta a finanziamenti governativi e a un mercato secondario (trasporto di veicoli militari pronti all’uso) che potrebbe garantire la sopravvivenza economica anche se il comparto dell’eolico dovesse rallentare.
Rimane un certo scetticismo della parte politica italiana, e pugliese in particolare. Recentemente (fine 2025), il sindaco di Grottaglie e alcune autorità locali hanno espresso preoccupazione per la mancanza di fondi certi già stanziati per l’inizio dei lavori. La fase di “annunci” industriali sta provando le amministrazioni locali che attendono garanzie bancarie solide prima di sbloccare i suoli e le agevolazioni pubbliche.
In Puglia, il progetto Radia WindRunner si trova in una fase definita “operativa ma sotto osservazione”. Sebbene gli accordi industriali siano solidi, il passaggio dalla carta ai cantieri sta vivendo una fase di tensione burocratica e finanziaria proprio in queste settimane (inizio 2026).
Cosa ci si aspetta per saltare la “trincea burocratica”? Per evitare che il progetto resti un “sogno americano” irrealizzato, le istituzioni locali hanno attivato una Conferenza dei Servizi decisoria con l’obiettivo di:
- Chiudere tutti i permessi (ambientali, urbanistici e militari, data la vicinanza della Marina Militare) entro i primi mesi del 2026.
- Accordo di programma. Il Comune di Grottaglie ha recentemente sollevato dubbi sulla concretezza amministrativa. Senza un “Accordo di Programma” vincolante che metta nero su bianco chi mette i soldi (Stato, Regione o Privati), il rischio di stallo è reale. La Puglia sta cercando di accelerare i tempi per non perdere la finestra di lancio del 2029.
La Strategia del “Contratto di Programma”utile per blindare il progetto di Radia, è stato identificato come lo strumento principe dalla Regione Puglia. Si parla di un pacchetto di incentivi che potrebbe arrivare a circa 55-60 milioni di euro (fondi FESR). Esiste tuttavia una clausola: Questi fondi vengono erogati solo a fronte di garanzie bancarie e dell’effettiva creazione dei 2.500 posti di lavoro promessi. Questo serve a proteggere il territorio da eventuali ritiri improvvisi della startup americana.
Il momento della verità sarà la chiusura della Conferenza dei Servizi entro la primavera 2026. Se l’accordo verrà firmato, vedremo l’apertura dei cantieri a Grottaglie entro breve termine, in caso contrario, il progetto potrebbe subire un pesante slittamento, o meglio potrebbe non decollare mai, per rimanere in termini aeronautici. La speranza è che si riesca a mettere in fila i birilli, e questo è l’ottimismo della volontà, il pessimismo dell’intelligenza ci dice che sarà davvero arduo vedere questo enorme aereo decollare da Grottaglie.


Giorgio Di Antonio
Foto dal WEB
Scritto con l’ausilio della AI






