
Grande successo per l’opera tratta da Monologhi Contro Versi di Egidio Francesco Cipriano, messa in scena dalla Compagnia Lino Conte
Il ricavato della vendita del libro a due associazioni
L’ARDUA RESPONSABILITÀ DI ESPRIMERE VALUTAZIONI
Parlare di un libro, di un film, di una rappresentazione teatrale, in genere di un’opera dell’ingegno, è sempre operazione complessa. Difficile limitarsi a valutazioni oggettive che possono fare riferimento solo a questioni di natura tecnica, alla narrativa, al linguaggio scelto, le immagini, i suoni. Di un’opera dell’ingegno va colto il senso. Quando un’opera esce dal recinto del suo autore e invade il mare magnum del lettore, dello spettatore, dell’ascoltatore, quell’opera diventa collettiva: ognuno la rielabora, la ricostruisce, ne cerca il significato, dandogliene uno proprio.
Tanto più complesso è parlarne quando l’autore è un fraterno amico e, peraltro, un prolifico redattore della nostra testata. Così come uno psicologo – e guarda caso Egidio Francesco Cipriano è “anche” psicologo – si astiene dal prestare la propria opera nei confronti di parenti e amici, anche il giornalista dovrebbe attenersi a questa regola non scritta. Ma deroghiamo per una volta, perché riteniamo che la rilevanza sociale, oltre che artistica, e il dovere di servizio di pubblica utilità prevalgano su ogni altro vincolo.

DAL PARTICOLARE AL GENERALE: UN METODO ANTICO E ATTUALE
Seguendo un procedimento induttivo, di aristotelica memoria, partiamo dal dettaglio per arrivare al principio generale. Dalla rappresentazione teatrale che estrae dai 120 monologhi del libro quelli ritenuti più rappresentativi – e più rappresentabili – dal regista Antonello Conte. E non possiamo che iniziare da una valutazione complessiva dell’opera teatrale: semplicemente eccellente.


LA COMPAGNIA E LA PROVA D’INSIEME
La compagnia Lino Conte, autentica colonna del teatro locale, con Antonello Conte sul palco insieme a Margherita Buono, Ciro Fornari, Bruno Peluso e Imma Naio, insieme alla voce/cantante Magda Palumbo, ha dato il meglio di sé in un lavoro complesso. Complesso per la difficoltà intrinseca del monologo, una delle forme più intense e al contempo più rischiose dal punto di vista interpretativo, e complesso per i temi affrontati. Temi che oggi definiremmo “sensibili”, talvolta duri, restituiti però con una necessaria leggerezza che ha tenuto la platea attenta e coinvolta per circa un’ora e mezza, senza soluzione di continuità. Uno spettacolo intenso, emotivamente potente, spesso interrotto da applausi convinti. L’inserimento di canzoni accuratamente selezionate, coerenti tematicamente con la narrazione, ha rappresentato un intelligente naturale completamento della teatralizzazione del testo.

TECNICA E POESIA SCENICA
Interpretazioni di altissimo livello, nessuna sbavatura, nessun intoppo nemmeno sul piano tecnico: luci, suoni, proiezioni hanno funzionato con precisione quasi chirurgica. Un risultato tutt’altro che scontato quando non si dispone di grandi risorse economiche e di attrezzature costose. Eppure tutto ha funzionato. Un’ulteriore dimostrazione delle eccellenze del nostro territorio, troppo spesso non adeguatamente valorizzate, in particolare nel teatro locale.
UN PALCO, UN CERCHIO DI LUCE, MILLE VITE
“A volte basta un cerchio di luce sul legno di un palco per risvegliare storie che credevamo sepolte”. Così si presenta Un Palco Mille Storie: uno spettacolo che nasce da vite che si sfiorano, da pensieri non detti, da fragilità che diventano voce. Non cerca di spiegare, ma accoglie; non impone, ma attraversa e lascia un’eco. Qualcuno si riconosce, altri semplicemente ascoltano, ma tutti – per un istante – ritrovano qualcosa di proprio. Liberamente ispirato a Monologhi Contro Versi di Egidio Francesco Cipriano, lo spettacolo ne raccoglie il respiro e lo trasforma in presenza scenica. Perché ogni storia, quando trova il suo palco, trova anche il suo spettatore.”
RIDERE PER DIRE IL VERO: IL MONOLOGO-TROJAN
Si comincia con un inno alla vita, una canzone che ne esalta il valore. Poi arriva il primo monologo, un vero e proprio “trojan”: nascosto dentro una gag comica che strappa risate, si insinua un tema tutt’altro che leggero. È La figura di merda (pag. 258 del libro). L’attore – e con lui ogni individuo – è solo sul palcoscenico davanti a una moltitudine che giudica, osserva, condanna. Un plotone di esecuzione simbolico, pronto a sparare e a sparlare. Le figure di merda nascono dallo sguardo degli altri, dalla viralità del giudizio, dalla spettacolarizzazione del fallimento. E forse, a ben vedere, sono la cosa più democratica che esista.
ASSENZA, ISOLAMENTO, RELAZIONI VIRTUALI
Il tema dell’isolamento ritorna in un secondo monologo dedicato all’assenza. L’amore è presenza – o forse lo era. Oggi c’è una fame disperata di contatto, di sguardi, di mani che si toccano, mentre gli occhi sono fissi su un freddo touchscreen e le dita impegnate a “tappare” per dare vita, vita? a relazioni virtuali.
AUTOBIOGRAFIA, DOLORE E LIBERAZIONE
Poi arrivano i macigni. Temi durissimi, portati in scena con intensità rara. Un monologo che ha un chiaro sapore autobiografico. A chi conosce l’autore appare come una liberazione: l’uscita da una gabbia esistenziale, la rottura di catene invisibili ma pesantissime. Una sorta di terapia familiare resa pubblica, un appello rivolto a chi – l’autore lo sa – non cambierà. Dentro questa vicenda personale si intrecciano due temi potentissimi: la morte di un figlio, evento innaturale e insostenibile per una madre, e la disabilità, ambito che Cipriano conosce intimamente e per cui da anni si batte. Un atto d’amore e insieme un gesto politico: rendere pubblica una ferita per mantenere vivo il dibattito.


ILVA, VITA E LAVORO: UN SOLO DIRITTO
Attualissimo, e forse tragicamente eterno, il conflitto tra diritto alla vita e diritto al lavoro. Per chi scrive non si tratta di due distinti diritti ma di uno solo. Quando si riuscirà a far prevalere questa tesi e ad affrontare il tema seguendo questa impostazione forse si potrà trovare la quadra. Il monologo sull’Ilva è davvero intenso; l’uomo in tuta blu (Antonello Conte) che parla del piccolo figlio ammalato, si interroga e ci interroga, e interroga soprattutto chi dovrebbe trovare le soluzioni, e non lo fa. “C’ho un figlio di sette anni. “Set-ti-an-ni” E c’ha un tumore che non dovrebbe neanche sapere come si scrive……..E mi guarda, ogni volta che torno dal turno, con quegli occhi che sembrano dirmi: “Papà, sei stato tu?”….”E voi da Roma, che sedete comodi nelle poltrone col nome inciso, voi che fate decreti e leggi e vi passate la palla da una legislatura all’altra…Ce l’avete mai messo un piede qua? L’avete sentito l’odore del minerale? (pag. 16 del libro)


SEPARAZIONI, VENDETTA E FIGLI SPEZZATI
Infine, il tema delle coppie scoppiate, delle separazioni violente, dei figli usati come strumenti di vendetta. Un padre ammette i propri errori, il tradimento, ma viene accusato di pedofilia dalla ex compagna. Tre anni di processo, l’assoluzione finale, e una perdita irreversibile: il rapporto con la figlia. Un monologo che fa male, perché racconta una storia fin troppo reale.
MONOLOGHI CONTRO VERSI, IL RICAVATO A DUE ASSOCIAZIONI
Il libro, 436 pagine, 120 monologhi, sta sbancando Amazon Book. Si può acquistare CLICCANDO QUI
Il ricavato di questo libro sarà devoluto a due realtà che sostengono la vita e la speranza:
- AGTOE – Associazione Genitori Taranto OncoEmatologia
Da anni accanto ai bambini e agli adolescenti affetti da patologie onco-ematologiche e alle loro famiglie, offrendo accoglienza, supporto psicologico, servizi dedicati e progetti di umanizzazione del reparto pediatrico di Taranto. - Karuna Home Italia ONLUS
Sostiene il Centro “Karuna Home for the Disabled” di Bylakuppe (India), che accoglie bambini orfani e giovani con disabilità, garantendo istruzione, cure mediche, una vita dignitosa e la possibilità di sviluppare autonomia e speranza.
Leggere questo libro significa contribuire a trasformare le parole in azione, cura e futuro.

CHI È EGIDIO FRANCESCO CIPRIANO
Egidio Francesco Cipriano è una figura complessa e poliedrica: psicologo, studioso, autore, attivista. Già docente a contratto presso le Università di Teramo e Chieti, ha iniziato il suo percorso nel mondo delle nuove tecnologie, della cybersecurity e dell’intelligenza artificiale, ricoprendo ruoli di rilievo anche in ambito istituzionale e sanitario. Autore di numerosi testi, ha progressivamente orientato i suoi studi verso la psicologia della comunicazione, la psicogenealogia, la PNL, la psicologia analitica junghiana e le costellazioni familiari. Specializzato in mediazione familiare, psicologia dello sviluppo, psico-teatro e mindfulness transgenerazionale, si occupa anche di PTSD, disturbo narcisistico di personalità e supporto alle vittime di relazioni disfunzionali. Oggi è vicepresidente di APS Art. 21, presidente del comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio permanente sulla disabilità e presidente dell’associazione Aiutiamo Ippocrate.
CONCLUSIONI: TEATRO NECESSARIO
Un Palco Mille Storie non è solo uno spettacolo riuscito. È un esempio di teatro necessario, civile, capace di tenere insieme arte ed etica, emozione e riflessione. Un teatro che non consola, ma accompagna. Che non dà risposte, ma pone domande. E che, proprio per questo, merita il sold out e l’attenzione che ha saputo conquistare. Qualche ultima riflessione a margine. Sould out si è detto; per questo è stata programmata una replica che andrà in scena giorno 1 marzo. Abbiamo registrato la presenza di un pubblico adulto, maturo. Con poche eccezioni. Abbandoniamo ogni tentazione di cedere alla retorica che vuole le nuove generazioni disattente; non è così. E’ che mancano gli stimoli necessari, mancano i luoghi soprattutto, c’è solo il mondo virtuale e quello dello spritz. Ma questa è un’altra storia. Poi c’è il tema del progresso tecnologico che spaventa. Qualche anno fa intervistammo il noto sociologo Zygmunt Bauman, quello della società liquida ci disse che non è lo strumento l’origine del problema ma chi e come lo usa. Il vero problema oggi è il digital divide e le oligarchie che detengono il potere di gestire l’informazione. E non è cosa da poco.






