
La Procura ha disposto 5 fermi. E’ il risultato delle sapienti indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto
TARANTO – Colpivano i bancomat delle banche e degli uffici postali, facendoli esplodere con ordigni artigianali. In particolare, nella provincia di Taranto avevano colpito a Montemesola, Monteiasi, Palagiano, Mottola e Ginosa. Ma avevano operato anche fuori dai confini regionali pugliesi, colpendo in Basilicata, in Campania e nel Lazio.
Solo nell’ultimo mese erano riusciti a fare 17 colpi, l’ultimo nella notte fra il 2 e il 3 febbraio 2026 a Santa Margherita di Savoia (BAT). Ma è proprio da uno dei colpi messi a segno nella provincia jonica, quello a Montemesola il 15 novembre 2025, che sono partite le indagini disposte dalla procura della Repubblica di Taranto e condotte con sapienza dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Taranto, diretti dal maggiore Gennaro De Gabriele.
Indagini assai complesse – portate avanti con servizi di appostamento e di osservazione e con l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza – che però alla fine hanno consentito di ricostruire il modus operandi della banda nei minimi dettagli e a identificare i probabili responsabili.
Considerati quindi tutti gli elementi raccolti dagli investigatori, il pubblico ministero ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, eseguito ieri sera fra la provincia di Taranto e Bari nei confronti di 5 persone, con le accuse a vario titolo e in concorso di detenzione e porto illegale di esplosivi, furto pluriaggravato, ricettazione aggravata e danneggiamento di beni destinati al pubblico servizio. I 5 indagati sono stati poi arrestati e condotti presso le carceri “Magli” di Taranto, “Rucci” di Bari e “Salvia” di Napoli Poggioreale, rimanendo a disposizione dell’autorità giudiziaria e in attesa dell’udienza di convalida. Si tratta di un uomo di Massafra, uno di Palagiano, un barese considerato la “mente” della banda e due di Grumo Appula.
Gli episodi di furto contestati dagli investigatori sono 18. Ed è stato stimato che il bottino ottenuto dalla banda, nei colpi effettuati fra la Puglia e la Basilicata, ammonterebbe a circa 200mila euro.






