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Liviano: 450 mila euro per Taranto grazie a due suoi emendamenti

Inseriti nel bilancio regionale due stanziamenti per la Università tarantina (150 mila) e per piani di rigenerazione urbana (300 mila)

 

Ammontano a complessivi 450mila euro i finanziamenti per Taranto introdotti in due distinti emendamenti al bilancio di previsione 2016 della Regione Puglia presentati in I commissione Bilancio dal consigliere regionale Gianni Liviano.
“Si tratta - spiega Liviano - di 150mila euro destinati alla sede distaccata di Taranto dell’Università di Bari per bandi per ricercatori. Gli altri 300mila euro - aggiunge il consigliere regionale - sono un contributo di 300mila euro a Taranto e ai Comuni della provincia presenti al tavolo del Contratto istituzionale di sviluppo per l’approvazione e adeguamento di piani e programmi strategici in materia urbanistica e di rigenerazione urbana”.
Due importanti emendamenti che tendono “a contribuire al rafforzamento della presenza universitaria a Taranto, il primo; al rilancio dell’area ionica, il secondo. Per quanto riguarda i 150mila euro per l’Università, va detto che queste somme acquistano importanza se si pensa che nel documento economico non è prevista alcuna forma di intervento per il sistema universitario pugliese. Ciò - fa presente Liviano - al fine di incentivare e rafforzare l’attività di ricerca pedagogica e umanistica sull’asse ionico/adriatico, diretta ad avviare percorsi di rafforzamento del senso civico e di implementazione dei riferimenti scientifici relativi alle iniziative culturali dei territori. Con l'emendamento è stata assegnata una dotazione finanziaria per ciascuno degli esercizi finanziari 2016, 2017 e 2018, in termini di competenza e di cassa, di 150mila euro da attivarsi presso i dipartimenti universitari del territorio jonico. A tal proposito - conclude il consigliere regionale Gianni Liviano - mi preme rivolgere un ringraziamento ai colleghi consiglieri che hanno condiviso e sostenuto questi due emendamenti”.

 

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Liviano presenta ordine del giorno per la Sovraintendenza

 

“Bisogna puntare al mantenimento della secolare presenza della Soprintendenza archeologica a Taranto” poiché “assolutamente funzionale anche ai progetti di recupero della città, del collegamento con il sistema universitario esistente sul territorio, del sistema museale” dal momento che “è stato deciso di puntare anche al turismo culturale” e perché “è bene ribadirlo, Taranto è la capitale della Magna Grecia depositaria del patrimonio archeologico di tutto rispetto”.

È questo il senso dell’ordine del giorno che il consigliere regionale Gianni Liviano, insieme al presidente del gruppo Emiliano sindaco di Puglia, Sabino Zinni, ha depositato in Consiglio regionale e con il quale chiede che il Governo, la Regione, il sindaco di Taranto e tutti gli organi “si attivino affinché la Soprintendenza Archeologica resti a Taranto, per evitare un ulteriore danno alla nostra città, già gravemente colpita dalla forte crisi ambientale ed occupazionale”.

L’ordine del giorno, che riprende quello votato all’unanimità dal consiglio comunale di Taranto, di cui il consigliere regionale Gianni Liviano fa parte, è stato inviato anche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al premier Matteo Renzi e al ministro Dario Franceschini, firmatari del decreto che accorpa la soprintendenza di Taranto a quella di Lecce, ai parlamentari tarantini nonché al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano, e ai consiglieri regionali tarantini proprio perché tutti si attivino “affinché si eviti la consumazione di questa autentica privazione per la città di Taranto”.

Prosegue, dunque, l’impegno del consigliere regionale tarantino Gianni Liviano che già si era fatto promotore di altre iniziative non ultima la proposta di costituire un comitato Taranto per la Soprintendenza che vede in prima linea l’arcidiocesi di Taranto e che conta già l’adesione di numerose associazioni culturali, organismi di categoria e ordini professionali quali Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Ance, Confcooperative, Confartigianato, Cgil, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, CNA, Cgil-Cisl-Uil funzione pubblica, Banca di Taranto, Ordine degli Architetti, degli Ingegneri, degli Avvocati, dei Medici, Italia Nostra, Le Città che Vogliamo, Fondazione Cultura Taranto, L'Altra Taranto, Istituto Paisiello, Auditorium Tarentum, Centro culturale Renoir.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:

CONSIGLIO REGIONALE DI PUGLIA

ORDINE DEL GIORNO - MOZIONE

Ai sensi del REG.TO SUL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE DI PUGLIA

Il consiglio regionale di Puglia,

con riferimento al piano presentato dal ministro Franceschini, che prevede l'accorpamento della soprintendenze archeologiche di Taranto a quella di Lecce, dopo ampio ed appassionato dibattito, in cui sono intervenuti diversi consiglieri, deciso di unire le diverse mozioni presentate e di fare sintesi delle proposte,

RITENENDO

inaccettabile tale decisione che, qualora attuata, andrà a penalizzare ulteriormente un territorio ed una comunità locale che invece vogliono puntare con forza al suo rilancio socio-economico e, imprescindibilmente, culturale, dopo essere stati al servizio del Paese con le presenze industriali e militari;

che tale atto rappresenta un’ altra decisione forte, tremenda, perché mortifica la storia della nostra città. Aggiungendosi alla chiusura della filiale della Banca d'Italia, della Corte d'Appello;

che tale ventilata decisione è irrispettosa di una intera città ed è irragionevole rispetto agli stessi sforzi che lo stesso governo sta compiendo con l'attivazione del tavolo strategico per Taranto e brucia la gloriosa storia della città, capitale della Magna Grecia;

che il decreto ministeriale varato dal ministro Franceschini accorpa archeologia, Belle Arti e paesaggio in un'unica sede a Lecce. L'unificazione delle Soprintendenze danneggia Taranto che perderà la sua sede ultracentenaria. Questo provvedimento è una mortificazione alla nostra storia, questo spostamento è incomprensibile: basti pensare al Museo Martà, al parco archeologico di saturo,al Castello Aragonese, al patrimonio degli ipogei del borgo antico, al congresso internazionale della Magna Grecia, che rappresentano una ricchezza culturale che ha la sottolineatura di Taranto capitale della Magna Grecia, crocevia di cultura e storia ultramillenaria ;

che Taranto ha una competenza ultrasecolare sotto il profilo Archeologico;

che così facendo si sta mettendo a serio rischio il futuro ultra centenario di questa città. Una struttura consolidata, che con i suoi 74 dipendenti, con la loro riconosciuta professionalità e competenza;

che non è così che si riducono i tempi ed i costi;

che tutto ciò contraddice impegni ed interventi sulla città: se è vero che a Taranto si trova il più importante museo della Magna Grecia, dove servirebbero più risorse per avviare le attività del Marta.

che tale decisione produrrebbe lo smembramento del personale nelle Soprintendenze che restano, mettendo anche a rischio gli uffici della Soprintendenza archeologico, che oggi sono situati nel prestigioso complesso monumentale, precisamente nel convento di San Domenico, ove vi è anche la più importante biblioteca archeologica con oltre 25.000 volumi che parlano tarantino.

IL CONSIGLIO REGIONALE DI PUGLIA,

VERIFICATO anche il forte e motivato contributo di associazioni culturali, di studiosi, dei dipendenti, di semplici cittadini, che stanno protestando in maniera vibrata,

FATTE PROPRIE le preoccupazione dei diretti operatori, che ritengono l’intera riforma in discussione non adeguata al presidio anche preventivo archeologico del nostro patrimonio, ritenendo necessario anche un ulteriore approfondimento degli aspetti dell’intera riforma.

IL CONSIGLIO REGIONALE DI PUGLIA, per tutto quanto sopra esposto,

CHIEDE

Il mantenimento della secolare presenza della Soprintendenza archeologica, assolutamente funzionale anche ai progetti di recupero della città, del collegamento con il sistema universitario esistente sul territorio, del sistema museale, essendo stato deciso di puntare anche al turismo culturale, perché è bene ribadirlo, Taranto è la capitale della Magna Grecia depositaria del patrimonio archeologico di tutto rispetto.

- che il Governo, la Regione, il Sindaco e tutti gli organi si attivino affinché la Soprintendenza Archeologica resti a Taranto, per evitare un ulteriore danno alla nostra città, già gravemente colpita dalla forte crisi ambientale ed occupazionale.


INVIA questo ordine del giorno al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro Franceschini, ai Parlamentari locali, al Presidente ed ai Consiglieri regionali, affinché si eviti la consumazione di questa autentica privazione per la città di Taranto.

Bari, 27 gennaio 2016.

Dott. Gianni Liviano
Consigliere regionale


Dott. Sabino Zinni
Presidente gruppo Emiliano sindaco di Puglia

 
Tony Cannone(CoR): Stefàno uomo solo al comando
 
Ancora un attestato di mancanza di rispetto da parte del Sindaco e dei suoi fidi Assessori, che invitano i Consiglieri Comunali ad una conferenza stampa che tratterà di un argomento di rilevante importanza come il piano comunale delle coste, senza che questo sia stato visionato e discusso dai Consiglieri stessi, i quali, dovrebbero poi approvarlo in Consiglio Comunale . 
Un uomo solo al Comando.
Degno dei migliori regimi autoritari..
Tony Cannone Capogruppo Consiliare Conservatori e Riformisti Taranto. 

 

Incendio al mercato ortofrutticolo della Salinella

Sembrerebbe accertata la causa non dolosa. Probabile un corto circuito

 

Si è registrato un incendio nel mercato ortofrutticolo di via Lago di Monticchio, nel rione Salinella. Dai primi riscontri sembrerebbe che le cause siano da ascrivere ad un corto circuito.

 

foto concessa da www.noinotizie.it

 

Ilva: Genova in strada, Taranto dialoga

Sit in dei sindacati davanti a Palazzo di Città

 

Crollo via Giovan Giovine: il caso diventa nazionale

Mediaset chiede di utilizzare le nostre immagini video

E venerdì collegamento con "Pomeriggio 5"

 

Cia: no all’olio d'oliva proveniente dalla Tunisia

riceviamo e pubblichiamo

Taranto – La Cia Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto commenta negativamente il via libera di Bruxelles all'ingresso di 70 mila tonnellate di olio sul mercato europeo: la pace nel Mediterraneo non si costruisce sulle spalle dei nostri olivicoltori che, della qualità, hanno fatto una bandiera che nessuno riconosce sui mercati.

Il via libera dell'Unione Europea all'importazione agevolata di 70 mila tonnellate di olio d'oliva provenienti dalla Tunisia per i prossimi due anni desta preoccupazione per il futuro di un settore già in forte difficoltà. La Cia Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto commenta negativamente l'approvazione della relazione della commissione INTA del Parlamento Europeo che autorizza un accesso temporaneo supplementare di olio d'oliva tunisino nel mercato UE.

"Pur condividendo l'obiettivo di solidarietà dell'Europa nei confronti di Paesi terzi in difficoltà tramite azioni commerciali di privilegio, non va dimenticato che non si possono sempre penalizzare l'agricoltura ed in particolare le produzioni della provincia jonica – ribadisce la Cia Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto – Tra l'altro la continua apertura delle frontiere della UE e le concessioni non stanno riguardando solamente l'olio di oliva".

La Cia Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto si rammarica del fatto che non è stato approvato nemmeno l'emendamento della commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo dell'11 gennaio scorso, che tentava di attenuare l'impatto negativo delle concessioni dalla Tunisia per il comparto oleicolo.

È opportuno che decisioni così strategiche siano adottate solo in seguito a valutazioni oggettive dell'impatto economico che potrebbero generare sugli operatori.

L'ultima speranza per introdurre modifiche è riposta ora nel voto dell'aula di Strasburgo che dovrà adottare il testo definitivo entro la fine dell'inverno.

Non è corretto considerare come merce di scambio i prodotti della nostra agricoltura cosi come avveniva in passato.

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