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 MUNICIPIO NOTTURMNO

Il vice presidente del Consiglio Comunale ( e consigliere provinciale) analizza il voto mentre voci insistenti parlano di una opposizione in consiglio comunale intenta a riposizionarsi.

 
Tony Cannone analizza il voto e sprona il centro destra perchè si compatti e, soprattutto, riparta valorizzando chi è realmente radicato sul territorio. Ma mentre il vice presidente del Consiglio Comunale, e consigliere provinciale, invoca unità, la realtà si presenta in modo diverso. Se guardiamo ai due poli classici, centro destra e centro sinistra, possiamo tranquillamente fare riferimento alla guerra del Peloponneso e al detto "Se Atene piange, Sparta non ride". Delle divisoni interne al PD , in particolare, c'è ancora poco da dire, ma sull'altro fronte le cose non vanno certo meglio. La sconfitta piena alle ultime elezioni non è dovuta solo al vento favorevole ai 5 Stelle, ma alle tante fibrillazioni che riguardano il centro destra nel suo insieme, e Forza  Italia in particolare. I commenti post elezioni di Di Fonzo, piuttosto che del consigliere regionale  Franzoso , e di altri autorevoli esponenti del partito, la dicono lunga su quale sia il livello di coesione interna. Sabato il coordinatore regionale del partito, Gino Vitali, sarà a Taranto per "analizzare il voto". Ma c'è dell'altro. In questi giorni tiene banco la questione rimpasto possibile della giunta comunale di Taranto, dopo la revoca della delega dell'ex procuratore Sebastio, e le insistenti voci su altri cambiamenti. Si parla anche di possibili riposizionamenti di alcuni consiglieri comunali, e si fanno i nomi di qualcuno che oggi siede nei banchi della opposizone. Ma quale opposizione? Sin dall'inizio della nuova consigliatura non si è mai definito un perimetro ben definito. I due pentastellati fanno storia a parte, così come i fratelli Cito. Era ipotizzabile un gruppo composto dal candidato sindaco Baldassari ( che non si è mai dichiarata di centro destra) , Cannone, NIlo, Vietri e Ciraci. Ma non si è formato un gruppo unico e nel tempo non si sono registrate quelle convergenze necessarie per poter parlare di una opposizione degna di questo nome. Oggi si parla di ulteriori distinguo. Nel tempo si è formato un ampio gruppo "misto" che attende segnali dal sindaco per aprire un dialogo finora negato, mentre Bitetti, alla luce delle sue ultime vicende elettorali (dirette e indirette!), dovrebbe pensare a qualche rito liberatorio. Bitetti, e il suo gruppo finora hanno garantito un appoggio esterno, ma ora rivendicano legittiamamente un ruolo di maggiore responsabilità. Tutto ciò mentre la città è in pieno stallo, con la vertenza Ilva sempre in sospeso, e con tanti problemi da risolvere.
 
Queste le rilfessioni di Cannone
 
Cannone
 
Le urne sono ormai chiuse ed hanno impietosamente decretato una evidente sconfitta del centro sinistra e un’altrettanto evidente vittoria del Movimento 5 stelle e del centro destra e in quest’ambito della Lega, con un ridimensionamento di Forza Italia, che deve cedere la leadership della coalizione a Matteo Salvini. Adesso occorre ripiegarsi sui risultati, analizzarli e approntare quelle misure politiche che puntino ad un recupero dei consensi perduti. Questo attraverso un confronto franco, leale e costruttivo senza abbandonarsi allo scoramento ed evitando di dare il fiato alle trombe della polemica e delle recriminazioni. Dividersi e fare polemiche è l’ultima cosa di cui ha bisogno il centro destra a Taranto. E’ necessario che il centro destra recuperi il consenso perduto puntando alla valorizzazione dei suoi militanti di base e degli esponenti nelle istituzioni e negli enti locali di Taranto. Ma non basta essere presenti nelle istituzioni, è estremamente importante anche e soprattutto come ci si sta, se si è capaci cioè di incidere nelle realtà politiche ed istituzionali e contare o si è capaci solo di svolgere il ruolo di comparse. In quest’ottica occorre valorizzare chi lavora sodo nelle istituzioni, chi ha un radicamento effettivo sul territorio ed ha un rapporto reale e quotidiano con i cittadini di Taranto, dimostrato in molteplici occasioni attraverso i consensi ricevuti. In questa città c’è chi in tutti questi anni ha dimostrato sul campo di avere capacità di radicamento sul territorio vincendo competizioni elettorali difficili senza un partito organizzato dietro le spalle, senza mezzi e senza alcun appoggio di personaggi politici ma forte solo del consenso della gente, a disposizione della quale si è messo fin dal giorno successivo alla chiusura delle urne e non solo in occasione delle tornate elettorali.  La trafila e la dura gavetta nel centro destra e nelle istituzioni hanno consolidato in me e sicuramente in altri, il senso della militanza e della necessità di battersi a tutti i livelli, perché la cultura del centro destra si imponga per i suoi valori e per i suoi uomini nella nostra città. Ma a fronte di questo impegno a coloro che sono destinatari dei consensi elettorali dei tarantini reali deve corrispondere il riscontro di una maggiore attenzione da parte del centro destra. E questo non per ragioni di collocazione personale ma perché i partiti hanno la necessità di utilizzare tutte le energie disponibili che intendono spendersi. I risultati modesti dell’ultima tornata elettorale a Taranto, a causa di molteplici fattori, dei quali la provincia jonica per i prossimi cinque anni rimarrà priva di rappresentanza parlamentare spingono nella direzione che bisogna voltare pagina. Occorre capire una volta per tutte che vanno valorizzate le migliori energie che sono disponibili a spendersi e a mettersi a disposizione della comune battaglia politica. Pur rimanendo fedele, oggi come in passato ai valori del centro destra, voglio capire fino in fondo se il centro destra a Taranto ha acquisito questa consapevolezza e se ha in mente ancora di investire sulle energie vere e consolidate sul territorio. Personalmente sono a disposizione per ricostruire dalle fondamenta il consenso perduto. Non investire su queste realtà significa costruire sulla sabbia e condannare il centro destra a rivestire nella realtà jonica un ruolo sempre più marginale.
Tony Cannone
V. Presidente  Consiglio Comunale
Consigliere Provinciale

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