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 PTHM MONACIZZO18072018 SACERDOTI

Ospite a Monacizzo del Gruppo Carismatico Cattolico “Pescatori di Uomini”.

Don Adriano Gennari l’ex operaio della FIAT con il carisma della evangelizzazione e la intercessione per i malati

(intervista)

Monacizzo piccolo paese, frazione di Torricella, per tre giorni meta di centinaia di fedeli provenienti anche da altre regioni, richiamati dalla presenza di Don Adriano Gennari.(a dx nella foto sopra) Il sacerdote fondatore, animatore, guida spirituale del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione, è stato ospite del gruppo carismatico cattolico di Monacizzo “Pescatori di Uomini“.

PTHM MONACIZZO18072018 GIOVANNI DIPPOLITO

Il responsabile del gruppo Giovanni D’Ippolito (foto sopra), ci ha illustrato l’iniziativa: abbiamo voluto fortemente questa iniziativa durata tre giorni, come gruppo che abbiamo costituito a Monacizzo con il nome di Pescatori di Uomini; abbiamo avuto notizie di Don Adriano Gennari che ha il dono carismatico della evangelizzazione e soprattutto di intercedere con la preghiera per gli ammalati. Ci sono varie testimonianze, avvalorate anche da dati scientifici, dell’avvio di percorsi di guarigione ottenuti durante la celebrazione eucaristica e la preghiera  di Don Adriano. Lo abbiamo quindi invitato a venire da noi. Durante le prime due giornate Don Adriano ha ascoltato e confessato i fedeli che si sono prenotati; oggi (ultima giornata 18 luglio 2018 n.d.r.) dopo la celebrazione eucaristica, l’esposizione del Santissimo Sacramento e la preghiera di intercessione, ci sarà la processione eucaristica. Abbiamo avuto un riscontro dal punto di vista della partecipazione davvero eccezionale. Un’iniziativa molto impegnativa dal punto di vista organizzativo che è stata possibile grazie a tantissimi volontari, al prezioso aiuto del parroco di San Pietro Apostolo Don Ezio Succa, della amministrazione comunale di Torricella, e di diversi commercianti.” Dio si prende cura di tutto ciò che ha creato, amato e che continua ad amare e a salvare nonostante il peccato dell’uomo. Quanto peccato sta dilagando da parte dell’uomo nel nostro mondo! Abbiamo bisogno di conversione, di pentirci, di ritornare al Signore, purificare la nostra storia e affidarla alla potenza e all’amore dello Spirito Santo.” Inizia così   l’omelia di Don Adriano che individua nella gioia, il fondamento della salute psichica e fisica. C’è anche una spiegazione scientifica che fa riferimento alla produzione di cortisolo, l’ormone che contrasta lo stress. Ma di quale gioia si parla? Non quella del soddisfacimento delle sole esigenze materiali, ma la pace interiore, quella che si raggiunge tornando a Dio, offrendo amore per riceverne. “...senza la gioia l’uomo non può vivere, perché amando si gioisce dell’amore, pregando si gioisce della preghiera; l’uomo è colpito da tante malattie perché manca la gioia. Dio ci ha fatto perfetti; dentro di noi grazie alla gioia si produce il cortisone naturale”.

Gruppo Carismatico Monacizzo

Il Gruppo Carismatico Cattolico di Monacizzo "Pescatori di Uomini)

Durante la preghiera di guarigione Don Adriano ha segnalato l’inizio di un “cammino di liberazione e guarigione” di diversi fedeli (ovviamente senza indicarli in modo specifico). Dopo la Messa la processione eucaristica, alla quale hanno preso parte tantissimi fedeli. Il Santissimo Sacramento è stato affiancato in processione dai Cavalieri Templari del PTHM, Commende di Taranto “Nostra Signora di Costantinopoli”, e di Manduria “Terra dei Messapi”, guidate rispettivamente dal Balivo di Puglia Commendatore Gennaro Forconi e dal Commendatore Aldo Chimienti (vedi QUI).

Gruppo PTHM MONACIZZO 18072018

I Cavalieri Templari

 

Al seguito il sindaco di Torricella Michele Schifone, l’assessore Mirella Massaro e il consigliere regionale Giuseppe Turco. La gioia a cui fa riferimento Don Adriano Gennari traspare con massima evidenza parlandogli; dai suoi occhi, nonostante tante ore di ascolto, di preghiera, di lavoro, promana una luce che trasmette serenità. Gli abbiamo posto qualche domanda. D. Quarant’anni al Cottolengo di Torino, a contatto con la sofferenza fisica e mentale, e alle Vallette (carcere di Torino ndr) con altro tipo di sofferenza. Come si affronta e si supera? R.L’uomo produce al suo interno il cortisone naturale che favorisce la gioia e dunque la salute fisica e mentale, ma siamo coinvolti dall’ambiente che ci circonda che è tutt’altro che favorevole per la salute dell’uomo.” D. Lei parla di ambiente in un territorio che notoriamente è flagellato dal’inquinamento che causa migliaia di morti; come è possibile raggiungere quello stato di gioia che aiuta a mantenersi sani? R. “Manca l’attenzione a tutto ciò che Dio è, che fa e che farà, manca la preghiera, manca la Fede; si è chiusi in sé stessi, e quindi non si è aperti alla Grazia e alla vitalità che scaturisce dal cuore di Dio per tutta l’umanità.” D. In questi giorni è venuta tanta gente a Monacizzo, richiamata sicuramente, tra l’altro, dalla fama che l’accompagna, quella di intercessore per le guarigioni; anche questa sera lei ha avvertito nella preghiera di intercessione alcuni interventi, come spiega questi eventi? R. “E’ vero alcune persone inizieranno un cammino di guarigione; Non c’è una spiegazione razionale, è un mistero; è un intervento di Dio che è attento al cuore dell’uomo bisognoso di liberazione e di guarigione”. D. In questo giorni ha ascoltato tanta gente, che impressione ha ricevuto? R. “Gente meravigliosa, aperta, solare; una terra meravigliosa. A me è piaciuto molto, ho ricevuto tanto. E’ più ciò che ho ricevuto di ciò che ho potuto dare.”

processione2

 

Per informazioni sul gruppo Carismatico di Monacizzo “Pescatori di uomini” e per eventuale documentazione sulla tre giorni:

GIOVANNI D’IPPOLITO: 388 0929941

Dal sito http://www.cenacoloeucaristico.it/index.php/don-adriano

Don Adriano Gennari, uomo di umili origini e di grande fede, è sacerdote di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Nato l'11 agosto 1943 a Roverchiara, piccolo e povero paese della provincia di Verona, immerso nella campagna, dove quasi tutte le famiglie si mantenevano lavorando la terra. Secondogenito di cinque figli, ha vissuto in una famiglia di tipo patriarcale, composta anche dai nonni paterni e da due zii; una famiglia molto povera, ma ricca di calore umano, di affetto e di amore per i figli, di genuina e semplice religiosità. La sua casa era costruita con materiali modesti ed era sprovvista di acqua, di riscaldamento, di servizi e il buio veniva rischiarato da lampade a petrolio. Il piccolo Adriano venne battezzato il 26 agosto 1943 nella chiesa di san Zenone in Roverchiara; ricevette il dono della prima Comunione il 30 aprile 1950 e il sacramento della Cresima il 28 settembre dello stesso anno. Frequentò la scuola materna e, dopo aver conseguito la licenza elementare, i genitori decisero di emigrare in Piemonte e precisamente a San Benigno Canavese, nei pressi di Torino, per dare ai cinque figli la possibilità di trovare un lavoro e condurre conseguentemente una vita più dignitosa e meno povera. A dodici anni Adriano lasciò la famiglia per prestare il suo servizio lavorativo presso l'Istituto salesiano di Valsalice dove rimase per circa due anni. Iniziò subito dopo a lavorare come apprendista elettricista ed elettrobobinista presso due ditte di San Benigno Canavese e, dopo alcuni anni, come meccanico tornitore e fresatore presso una ditta di Settimo Torinese e a Torino. Contemporaneamente frequentò una scuola professionale serale, che gli permise di conseguire l'attestato di aggiustatore meccanico e di essere assunto come operaio alla Fiat Mirafiori. Nel 1964 partì per il servizio militare della durata di quindici mesi che assolse nella caserma degli Alpini di Bra. Lì conobbe un sacerdote del seminario che diventò la sua guida spirituale, aiutandolo a capire i primi segni della sua vocazione. All'età di 25 anni, dopo un intenso cammino spirituale, sostenuto dalla preghiera e dalla vita sacramentale, il giovane Adriano decise di chiedere alla Fiat un anno di aspettativa per verificare e consolidare la forte chiamata alla vita sacerdotale. Nel 1967 lasciò il lavoro in fabbrica per meditare sulla sempre più chiara vocazione. Così per vagliarla e metterla alla prova, chiese di entrare nel nascente seminario per le vocazioni adulte della diocesi di Torino, diretto da don Barra e da don Falletti, unitamente ad alcuni giovani anch'essi provenienti dal mondo del lavoro. In quel periodo ogni sabato notte Adriano si recava alla Piccola Casa della Divina Provvidenza per svolgere il suo servizio di volontariato nelle varie corsie. Questa esperienza segnò la sua vita, determinando in seguito la decisione di entrare a far parte della Congregazione dei Sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Avendo conseguito soltanto la licenza elementare, riprese gli studi con fatica, ma con grande tenacia. Ottenne così il diploma di abilitazione magistrale e, affascinato dal carisma cottolenghino, si trasferì presso il seminario della Piccola Casa della Divina Provvidenza per intraprendere gli studi di filosofia e di teologia. La sua formazione vocazionale adulta si è realizzata con l'ordinazione sacerdotale avvenuta il 26 giugno 1976 all'età di 33 anni. Contemporaneamente chiese di far parte della Società dei Sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e, dopo aver trascorso il periodo di prova stabilito dagli Statuti, venne in essa accolto. Il 22 ottobre 1976 conseguì anche il diploma in Mariologia che gli è stato rilasciato a nome della Pontificia Facoltà Teologica "Marianum" di Roma, presso il santuario della Consolata in Torino, da Sua Eminenza l'Arcivescovo Michele Pellegrino e da Max Thurian della fraternità di Taizé. Il 17 giugno 1981 conseguì la licenza in Teologia con specializzazione in "Teologia della Vita Religiosa", presso la Pontificia Università Lateranense - Istituto della Teologia della Vita Religiosa "Claretianum" di Roma. Inoltre ha frequentato, presso l'Istituto Patristico Augustinianum due corsi di spiritualità relativi alla "preghiera dei Salmi" e al "Vangelo di Giovanni". Nel settembre del 1981 ricevette l'incarico di docente di materie letterarie presso la scuola media del Cottolengo di cui diventò preside nel 1994. Nello stesso anno assunse anche l'incarico di insegnante di religione presso la scuola Verga di Torino. Dall'anno 2000 è responsabile della pastorale del malato presso la Casa di Cura della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino. È iniziatore e animatore del “Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione”, comunità di fede in cammino, e fondatore della omonima Associazione di volontariato – O.N.L.U.S. Unitamente alla sua Associazione ha dato vita: a) al “Centro di Spiritualità del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione” con sede nell’antico Monastero abbaziale cistercense di Casanova (Carmagnola - Torino);b) a due “Centri di ascolto” rispettivamente in Torino – c.so Regina Margherita 190 e presso il Monastero di Casanova; c) alla mensa festiva dei poveri in Torino – via Belfiore 12;d) alla distribuzione dei pacchi famiglia ogni mercoledì in Torino – via Belfiore 12.

 

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