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Mediterraneo, D'Amato: "Grazie a M5S prima vittoria per i pescatori italiani"

 

Stop alle quote. Deroghe sull’uso delle reti a strascico per rispettare le specificità delle nostre coste e delle nostre tecniche. Un approccio meno rigido all’obbligo di sbarco di tutte le specie pescate. Sono questi i tre principali risultati che il Movimento 5 stelle è riuscito a raggiungere al Parlamento europeo sul cosiddetto dossier “West Med”, il regolamento che istituisce un piano pluriennale per le attività di pesca che sfruttano gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale. Dopo la vittoria sul piano pluriennale per la pesca nel mar Adriatico, siamo riusciti ancora una volta a tutelare gli interessi dell’Italia, evitando quelle penalizzazioni che i nostri pescatori sono stati costretti a subire in passato. Grazie agli emendamenti che ho presentato e che sono stati votati in commissione PECH, dal testo proposto dalla Commissione europea sono stati tolti gli aspetti più penalizzanti per la pesca italiana. Innanzitutto, abbiamo eliminato lo spettro delle quote, che avrebbero danneggiato le nostre imbarcazioni a favore dei grandi pescherecci francesi e spagnoli. Inoltre, la Commissione Ue chiedeva di armonizzare l'uso delle reti a strascico tra tutti i Paesi interessati alla pesca nel Mediterraneo occidentale, senza tenere in considerazione la specificità dei nostri fondali e delle nostre tecniche di pesca. Si trattava di un ulteriore favore a Spagna e Francia: i nostri fondali sono diversi e il nostro tipo di pesca si è sempre saputo adattare alle caratteristiche geografiche senza intaccare la biodiversità. Grazie a un nostro emendamento, sono state introdotte delle deroghe che permetteranno di evitare penalizzazioni inutile e controproducenti a danno dei nostri pescatori. Infine, abbiamo ottenuto un approccio meno rigido sull'obbligo di sbarco di tutte le specie pescate, ossia il divieto di rigettare in mare i pesci catturati accidentalmente. Le norme proposte da Bruxelles avrebbero colpito ancora una volta la nostra flotta, data la grande biodiversità del mare in cui opera. Con un nostro emendamento, abbiamo garantito che tale obbligo sia attuato “previa” consultazione con lo Stato membro (quindi con il nostro governo), in modo che le specificità del settore siano tenute nella massima considerazione. Il M5S al Parlamento europeo ha fatto la sua parte. Nel testo, rimangono ancora aperte alcune problematiche, come la riduzione annua delle uscite in mare e la definizione di “giornata di pesca”. Adesso, il regolamento andrà al trilogo con Commissione Ue e Consiglio, ossia gli Stati membri. Resteremo vigili affinché i miglioramenti apportati alla proposta originaria vengano mantenuti anche in sede di Consiglio per tutelare ancora di più la pesca italiana migliorando le norme sulle giornate in mare.
 
 
Rosa D'Amato
Eurodeputata del Movimento 5 Stelle

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